Almeno 67 palestinesi hanno perso la vita e numerosi altri sono rimasti feriti a causa delle operazioni delle forze israeliane, mentre si trovavano in attesa dei camion di aiuti delle Nazioni Unite nel nord di Gaza. Questo tragico evento è stato riportato dal ministero della Salute palestinese ed è avvenuto il 2 gennaio 2025. L’incidente rappresenta uno dei bilanci più gravi registrati tra i civili in attesa di assistenza umanitaria nelle ultime settimane.
Dettagli sulle vittime
La maggior parte delle vittime, secondo quanto comunicato dal ministero della Salute, è deceduta a causa di colpi diretti provenienti dalle forze israeliane. D’altro canto, le autorità israeliane hanno dichiarato di aver aperto il fuoco con “colpi di avvertimento” contro una folla che, secondo loro, costituiva una minaccia immediata. Il bilancio complessivo della giornata conta 88 morti, causati da colpi d’arma da fuoco e bombardamenti aerei.
Richieste di aiuto
In un altro episodio avvenuto in una località di aiuto nel sud di Gaza, altri sei civili hanno perso la vita, portando il totale delle vittime a 73 in un solo giorno. L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) hanno rinnovato l’appello a Israele affinché venga garantita la rapida consegna degli aiuti. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha descritto la situazione come una “carneficina civile“, condannando l’uso del cibo come strumento di guerra.
Reazioni e crisi umanitaria
Israele ha respinto le accuse riguardanti attacchi mirati ai camion e ai civili, affermando che le sue forze hanno reagito a una “minaccia immediata“. Nel frattempo, le negoziazioni di tregua tra Israele e Hamas, attualmente in corso a Doha, non hanno ancora portato a un accordo. La crisi umanitaria in corso, unita ai continui bombardamenti, rischia di compromettere ulteriormente le trattative.
Necessità di misure urgenti
Le 67 vittime di oggi rappresentano l’ennesima tragedia in un contesto di conflitto armato e carestia. L’urgenza di adottare misure che garantiscano la sicurezza dei civili in attesa di aiuti è più che mai evidente. È necessario stabilire corridoi umanitari protetti, garantire trasparenza nelle operazioni di distribuzione e rendere responsabili coloro che mettono a rischio vite innocenti. Al momento, non sono pervenuti commenti da parte dell’esercito israeliano.