Iss presenta un nuovo piano nazionale per combattere epatiti e Hiv

Rosita Ponti

Luglio 26, 2025

Il Ministero della Salute, insieme all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), alle Regioni e alle associazioni dei pazienti, sta sviluppando un nuovo Piano Nazionale d’Azione per affrontare le problematiche legate alle epatiti, all’HIV e alle infezioni sessualmente trasmesse (IST). Questo piano mira a implementare misure specifiche per migliorare l’efficacia dello screening e facilitare l’accesso alle cure per tutti i cittadini. Una data significativa per la sensibilizzazione su questi temi è il 28 luglio, quando si celebra la Giornata Mondiale contro le Epatiti, un’opportunità per diffondere il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): “Agire ora per porre fine all’epatite come problema di salute pubblica entro il 2030”.

Il contesto globale delle epatiti

Secondo le stime fornite dall’OMS, nel 2022, nel mondo si contavano circa 304 milioni di persone affette da epatite cronica da virus B (HBV) e C (HCV). Le conseguenze di queste infezioni sono drammatiche, con 1,3 milioni di morti attribuite all’epatite cronica. Anche se le infezioni da virus dell’epatite A (HAV) ed E (HEV) si manifestano più frequentemente nei paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie, non sono assenti nemmeno in Europa, Italia compresa, dove si registrano sia casi sporadici che focolai epidemici. Questo scenario evidenzia l’importanza di un intervento coordinato a livello nazionale e internazionale per contrastare la diffusione di queste malattie.

Messaggi chiave per la popolazione e gli operatori sanitari

L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea l’importanza di informarsi, vaccinarsi e sottoporsi a test diagnostici. Queste azioni, pur semplici, possono avere un impatto significativo sulla salute pubblica, contribuendo a salvare vite. È fondamentale che gli operatori sanitari, che operano in prima linea, siano consapevoli del loro ruolo cruciale nel promuovere la diagnosi precoce, semplificare l’accesso alle cure e combattere lo stigma associato a queste malattie. La sensibilizzazione e l’educazione della popolazione, unite a un accesso facilitato alle risorse sanitarie, possono fare la differenza nella lotta contro le epatiti e le infezioni sessualmente trasmesse.

La collaborazione tra istituzioni e cittadini è essenziale per raggiungere gli obiettivi prefissati e garantire un futuro più sano per tutti.

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