Almeno 30 palestinesi hanno perso la vita a seguito di un bombardamento israeliano avvenuto il 12 febbraio 2025 nel campo di Nuseirat, situato nel centro della Striscia di Gaza. La maggior parte delle vittime risulta composta da civili, inclusi bambini. Questo attacco è avvenuto nonostante l’annuncio da parte di Tel Aviv di una “pausa tattica” volta a facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nella regione. Secondo quanto riportato da alcune ONG, i carri armati israeliani hanno fatto irruzione nel campo, costringendo molte famiglie a fuggire.
Un contesto drammatico nella Striscia di Gaza
Negli ultimi mesi, la situazione nella Striscia di Gaza è diventata sempre più critica. Il numero totale delle vittime si avvicina a 60.000, con oltre 145.000 feriti. Le autorità sanitarie locali segnalano che diverse persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie e nelle strade, poiché le ambulanze e le squadre di protezione civile non riescono a raggiungerle. Questa situazione è stata confermata dal Ministero della Salute di Gaza, che ha espresso preoccupazione per la difficoltà di fornire assistenza ai feriti.
Il 13 luglio 2024, un altro attacco ha colpito un punto di distribuzione di acqua a Nuseirat, causando la morte di almeno 10 persone, tra cui 8 bambini. Le Forze di Difesa israeliane hanno giustificato l’incidente come un “errore tecnico“, affermando che l’obiettivo era un presunto militante della Jihad Islamica, ma che l’attacco ha colpito civili a decine di metri di distanza.
Aumento della crisi umanitaria
Negli ultimi giorni, le autorità sanitarie locali hanno registrato un incremento drammatico dei decessi legati alla fame. Questa situazione è attribuita alle severe restrizioni imposte da Israele sull’ingresso degli aiuti umanitari. Attualmente, un milione di donne e ragazze nella Striscia di Gaza stanno affrontando una carestia di massa, accompagnata da violenze e abusi. I servizi essenziali sono ormai al collasso, costringendo le donne a cercare cibo e acqua, spesso a rischio della propria vita.
Le organizzazioni umanitarie e per i diritti umani hanno lanciato un allarme crescente riguardo al rischio di carestia sistemica, malnutrizione e collasso del sistema sanitario. I bambini e le donne sono identificati come le categorie più vulnerabili in questo contesto drammatico.
Le reazioni internazionali e le implicazioni legali
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha definito “intollerabili” la distruzione su larga scala a Gaza e i tentativi di annessione della Cisgiordania, esigendo un immediato cessate il fuoco. Il raid su Nuseirat segna un ulteriore capitolo nella crescente spirale di violenza nella Striscia di Gaza, dove il numero elevato di vittime civili e gli attacchi durante presunte “pause umanitarie” pongono interrogativi significativi riguardo al rispetto del diritto internazionale.
Le difficoltà nel garantire assistenza e i massimi livelli di malnutrizione, insieme al collasso dei servizi sanitari, delineano un quadro che è già stato a lungo definito come un’emergenza umanitaria totale.