Poteri per Roma Capitale: la Città Eterna ottiene autonomia legislativa e finanziaria

Veronica Robinson

Luglio 31, 2025

Roma si appresta a vivere una fase di trasformazione significativa grazie all’approvazione del disegno di legge costituzionale da parte del Consiglio dei Ministri, avvenuta il 31 luglio 2025. Questo provvedimento, fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni e dal Ministro per le riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati, prevede una modifica all’articolo 114 della Costituzione, che attualmente definisce la Repubblica italiana composta da Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Con l’entrata in vigore di questa nuova normativa, Roma avrà la possibilità di ottenere una potestà legislativa e autonomia finanziaria.

Il riconoscimento della specificità di Roma come ente autonomo della Repubblica è stato accolto con favore da tutte le forze politiche. Secondo la nota ufficiale del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge mira a rendere più efficace l’amministrazione della capitale, evidenziando l’importanza di un governo che possa rispondere alle esigenze di un territorio vasto e complesso come quello romano.

Nuove funzioni legislative per Roma

Il disegno di legge stabilisce che Roma potrà esercitare funzioni legislative in diverse aree, mantenendo però i limiti previsti dalla Costituzione. Tra le materie in cui Roma avrà potere legislativo ci sono il trasporto pubblico locale, la polizia amministrativa, il governo del territorio, il commercio, e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Inoltre, la legge prevede che il nuovo ente, Roma Capitale, avrà la possibilità di organizzare attività culturali, promuovere il turismo, gestire l’artigianato e attuare politiche sociali, oltre a occuparsi di edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa.

Questa riforma rappresenta un passo importante verso una maggiore autonomia amministrativa e finanziaria, nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione. Sarà necessario un intervento legislativo da parte dello Stato, approvato a maggioranza assoluta, per definire l’ordinamento di Roma Capitale e le modalità di decentramento amministrativo.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando l’importanza di restituire a Roma il valore che merita. La premier ha messo in evidenza il confronto con altre capitali europee e mondiali, che godono di status particolari e poteri specifici. Secondo Meloni, questa riforma segna un momento storico per la capitale italiana, che ha bisogno di strumenti adeguati per affrontare le sfide contemporanee.

Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha definito il disegno di legge come una “svolta” fondamentale per la città. Ha sottolineato che il testo è frutto di un lavoro condiviso tra il Campidoglio e Palazzo Chigi, riflettendo un impegno comune per dotare Roma di un ordinamento adeguato alle sue funzioni. Gualtieri ha evidenziato l’importanza di una maggiore autonomia per affrontare le sfide che una grande capitale deve affrontare.

Le reazioni politiche

L’approvazione del disegno di legge ha suscitato reazioni positive anche tra le forze politiche. Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia, ha rivendicato questo successo come il compimento di una battaglia storica, mentre la ministra per le riforme, Elisabetta Casellati, ha parlato di una legge “rinforzata” capace di modificare l’ordinamento. Tra i sostenitori della riforma c’è anche il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, sottolineando che l’obiettivo è creare un ente con poteri adeguati al ruolo di Roma.

Disposizioni transitorie e finali

L’articolo 2 del disegno di legge delinea le disposizioni transitorie e finali necessarie per l’applicazione della nuova normativa. Le funzioni legislative di Roma Capitale entreranno in vigore a partire dalle prime elezioni dell’Assemblea che seguiranno l’entrata in vigore della legge. Le leggi della Regione Lazio relative alle materie di competenza di Roma continueranno a essere applicate fino all’entrata in vigore delle leggi capitoline. Inoltre, il testo stabilisce l’applicazione a Roma di vari articoli costituzionali, garantendo così una transizione ordinata verso la nuova configurazione legislativa della capitale.

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