Tumore al polmone: una nuova sostanza marina mostra risultati promettenti

Veronica Robinson

Agosto 1, 2025

Il tumore al polmone, di particolare rilevanza il primo agosto, continua a rappresentare una delle neoplasie più diffuse e letali sia in Italia che a livello globale. Ogni anno, in Italia, si registrano circa 44.831 nuovi casi, di cui il 12% è rappresentato dal carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC). Questa forma di tumore è nota per la sua aggressività e rapida progressione, e le opzioni terapeutiche disponibili sono state a lungo limitate.

Recentemente, si sono registrati significativi progressi nel trattamento dello SCLC, offrendo nuove speranze ai pazienti. Tra le innovazioni, spicca un composto sintetico di origine marina, ricavato dall’invertebrato Ecteinascidia turbinata, il quale ha mostrato risultati promettenti come terapia di mantenimento in prima linea per i pazienti con SCLC in stadio esteso (ES-SCLC), una delle varianti tumorali più aggressive e con elevate necessità cliniche insoddisfatte.

I risultati dello studio IMforte

Durante l’ASCO Annual Meeting 2025, tenutosi a Chicago, sono stati presentati dati significativi riguardanti lo studio di fase 3 denominato IMforte. Questi dati, pubblicati anche su The Lancet, hanno evidenziato come il composto sintetico marino, in associazione con l’immunoterapia, possa ridurre del 46% il rischio di progressione della malattia o di decesso. La sopravvivenza mediana globale per i pazienti trattati con questa combinazione è risultata di 13,2 mesi, rispetto ai 10,6 mesi ottenuti con la sola immunoterapia.

Commenti degli esperti

La dottoressa Silvia Novello, Direttrice della Struttura Complessa a direzione universitaria di Oncologia Medica presso l’Ospedale San Luigi di Orbassano e Professoressa Ordinaria di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino, ha commentato l’importanza di questi risultati: “Il carcinoma polmonare a piccole cellule è una delle forme più aggressive e difficili da trattare di tumore del polmone. Nella maggior parte dei casi, la diagnosi avviene quando la malattia è già in fase avanzata e le opzioni terapeutiche a disposizione sono limitate. I risultati dello studio IMforte rappresentano un’importante novità: la nuova combinazione ha dimostrato un beneficio clinico significativo, con un miglioramento della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da progressione.”

La ricerca di PharmaMar

L’azienda PharmaMar ha intrapreso un modello di ricerca innovativo, focalizzandosi sul potenziale delle molecole derivate da organismi marini per il trattamento del cancro. Questo approccio ha portato alla scoperta di composti terapeutici innovativi, caratterizzati da meccanismi d’azione distinti rispetto alla chemioterapia tradizionale.

PharmaMar possiede una vasta “collezione” di oltre 500.000 campioni congelati di invertebrati marini, raccolti in più di 35 Paesi nel corso degli ultimi decenni e conservati presso il proprio centro di ricerca e sviluppo di Madrid. Ogni anno, biologi marini e sommozzatori specializzati raccolgono circa 2.000 nuovi campioni a profondità variabili tra i 20 e i 70 metri.

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