Almeno 20 vittime del virus West Nile dall’inizio del 2025, 179 contagiati

Rosita Ponti

Agosto 12, 2025

Salgono a 20 i decessi legati all’infezione da virus West Nile in Italia dall’inizio del 2025, con un totale di almeno 179 casi registrati. Le informazioni sono state aggiornate in base ai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e includono le ultime segnalazioni di decessi avvenuti nel Lazio e in Campania.

Dettagli sui decessi recenti

L’ultima vittima del virus, trasmesso dalle zanzare del genere Culex, è un uomo di 90 anni residente a Paderno Dugnano, deceduto presso l’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. L’uomo era ricoverato per patologie pregresse. Nel Lazio, un uomo di 85 anni è deceduto all’ospedale Santa Maria Goretti di Cori, portando il totale dei decessi per il virus West Nile nella regione a nove. Anche un uomo di 83 anni di Capua, ricoverato nell’ospedale San Sebastiano di Caserta, ha perso la vita a causa di complicazioni legate al virus.

Domani, una delegazione del ministero della Salute è attesa a Latina per discutere delle misure di contenimento e prevenzione. Tuttavia, la Regione Campania non ha confermato la sua partecipazione a un incontro che era inizialmente programmato per oggi a Caserta.

Nuovi casi e misure di prevenzione

Dopo l’aggiornamento dell’ISS del 7 agosto, sono stati notificati almeno sei nuovi casi di infezione. Le segnalazioni provengono da diverse località: due a Catanzaro, uno a Roma, uno a Trento, uno nel Biellese e uno a Oristano. Questo porta il numero totale di casi confermati in Italia dall’inizio dell’anno a 179.

Le autorità locali continuano a implementare campagne di disinfestazione in diverse aree, inclusi Latina e Rapallo. In Liguria, è stato attivato un tavolo tecnico intersettoriale per affrontare la prevenzione e la sorveglianza delle arbovirosi. A Larino, sono state intensificate le misure di controllo a seguito di recenti positività al virus nel Molise.

Andamento storico e letalità del virus

Nonostante l’aumento dei casi nelle ultime settimane, l’andamento della situazione rimane in linea con gli anni precedenti, come evidenziato dai dati dell’ISS. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive segnalate, si attesta attualmente al 15%. Nel 2018, si era registrato un tasso di letalità del 20% con 618 casi e 49 decessi. Nel 2024, il tasso di letalità era del 14%, con 28 casi e due decessi segnalati fino al 31 luglio.

Nel novembre 2024, il numero complessivo di casi era salito a 484, con 36 decessi. L’anno precedente, nel novembre 2023, erano stati registrati 332 casi e 27 decessi. I dati mostrano una diminuzione dei casi e dei decessi durante gli anni vicini alla pandemia di Covid-19, con un picco di 588 casi e 37 decessi nel 2022. Il numero massimo di casi si era verificato nel 2016 con 71 registrazioni, mentre il minimo era stato nel 2012 con 28 casi.

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