Diabete di tipo 1: avviato un innovativo trattamento in Pediatria ad Alessandria

Rosita Ponti

Agosto 12, 2025

Il 12 agosto 2025, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, è stato eseguito un trattamento pionieristico che utilizza un anticorpo monoclonale con l’obiettivo di ritardare l’insorgenza del diabete mellito di tipo 1. Questo intervento, tra i primi in Italia, ha visto come protagonista una giovane paziente di 14 anni, alla quale è stato somministrato il farmaco teplizumab per un periodo di 14 giorni consecutivi. Durante il trattamento, la ragazza è stata monitorata attentamente presso il presidio pediatrico ‘Cesare Arrigo’ e, al termine del ciclo, è tornata a casa senza riportare che lievi fastidi temporanei.

Il trattamento innovativo

Il trattamento con teplizumab rappresenta un passo significativo nella lotta contro il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che colpisce le cellule beta del pancreas, responsabili della produzione di insulina. Giulia Bracciolini, referente della Diabetologia Pediatrica, ha sottolineato l’importanza di aver ottenuto l’approvazione del Comitato Etico e della Direzione aziendale prima di procedere con la somministrazione del farmaco. Questo approccio innovativo mira a rallentare la risposta autoimmune dell’organismo, preservando così la funzionalità delle cellule beta e ritardando l’insorgenza della necessità di insulina.

Il teplizumab, un anticorpo monoclonale, agisce modulando il sistema immunitario, riducendo l’attacco alle cellule pancreatiche. Le sperimentazioni cliniche hanno dimostrato che questo trattamento può prolungare il periodo di tempo in cui il pancreas continua a produrre insulina in modo autonomo, offrendo ai pazienti una migliore qualità della vita e riducendo le complicazioni associate alla malattia.

Monitoraggio e risultati

Durante il periodo di trattamento, la giovane paziente è stata costantemente monitorata dai medici del presidio pediatrico di Alessandria. Questo approccio attento ha permesso di garantire la sicurezza della ragazza e di valutare l’efficacia del trattamento. Al termine dei 14 giorni, la paziente ha mostrato solo lievi effetti collaterali, segno di una buona tolleranza al farmaco.

Enrico Felici, direttore della Pediatria, ha evidenziato che l’obiettivo principale di questa terapia è quello di preservare le cellule beta del pancreas il più a lungo possibile. Rallentare la progressione della malattia può non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche ridurre il rischio di complicazioni a lungo termine che derivano dal diabete di tipo 1.

L’implementazione di questo trattamento innovativo presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria rappresenta un importante passo avanti nella gestione del diabete giovanile, aprendo la strada a ulteriori ricerche e potenziali sviluppi terapeutici.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

×