Dai telecomandi alle chiavi di casa, ecco cosa potrebbe non far più parte della nostra vita nel prossimo decennio.
Negli ultimi vent’anni il ritmo dell’innovazione tecnologica ha trasformato in profondità il nostro modo di vivere. Oggetti che un tempo erano indispensabili oggi risultano superati, sostituiti da soluzioni più pratiche, connesse e sostenibili. Se il trend prosegue allo stesso passo, entro il 2030 molte delle cose che usiamo ogni giorno potrebbero essere solo un ricordo.
Gli oggetti tecnologici che potrebbero diventare obsoleti
Uno dei simboli del salotto tradizionale, il telecomando, è già sulla via del pensionamento. Le nuove smart TV integrano sistemi di comando vocale, gesture control e gestione tramite smartphone o smartwatch. I modelli più recenti includono microfoni e telecamere che permettono di navigare nei contenuti senza toccare nulla, rendendo superfluo l’uso del vecchio dispositivo a pile.

Un altro oggetto in declino è la chiavetta USB. Un tempo era l’accessorio irrinunciabile per trasferire file tra computer, oggi è insidiata dai servizi cloud come Google Drive, iCloud e OneDrive, che consentono accesso immediato e sincronizzazione da qualsiasi dispositivo. A pesare sulla sua fine imminente sono anche le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza e la diffusione di connessioni wireless ultraveloci, che rendono lo spostamento fisico dei dati quasi inutile.
I biglietti cartacei per treni, autobus e aerei sono già in forte calo. Le app integrate nei telefoni, unite alla possibilità di pagare con sistemi contactless e di avere QR code direttamente sullo schermo, stanno eliminando la necessità di stampare un titolo di viaggio. Questa transizione, già avviata in molte città, punta a ridurre i costi e l’impatto ambientale della carta.
Persino le chiavi di casa tradizionali potrebbero scomparire. I sistemi di serratura smart, con riconoscimento facciale, impronte digitali o codici temporanei da condividere con ospiti e fornitori, sono già presenti in molte abitazioni di nuova costruzione. La comodità di aprire la porta dallo smartphone o di programmare l’accesso a distanza sta convincendo sempre più famiglie e strutture ricettive a dire addio alle chiavi fisiche.
Oggetti domestici e abitudini pronte a cambiare
Il cambiamento non riguarda solo la tecnologia pura, ma anche l’arredo e le abitudini domestiche. Gli orologi da muro analogici, simbolo di tante cucine e salotti, vengono progressivamente sostituiti da display multifunzione capaci di mostrare ora, meteo, notifiche e persino ricette in tempo reale.
I portafogli fisici, già oggi alleggeriti dall’uso delle carte contactless e degli smartphone per i pagamenti, potrebbero diventare oggetti rari. Con la progressiva digitalizzazione dei documenti – dalla carta d’identità alla patente – e la diffusione delle valute digitali, molte persone non avranno più bisogno di portarli con sé.
Gli elettrodomestici compatti come i vecchi forni a microonde con pulsanti meccanici lasceranno spazio a modelli touch screen e interamente gestibili da app. Questi dispositivi permettono di programmare la cottura a distanza, di ricevere notifiche sullo smartphone e di personalizzare le funzioni in base alle proprie abitudini alimentari.
Anche l’istruzione subirà una trasformazione profonda. I libri scolastici cartacei rischiano di diventare una rarità: i tablet e le piattaforme di e-learning stanno prendendo il sopravvento, offrendo contenuti aggiornabili in tempo reale e riducendo il peso degli zaini. Già in alcune scuole italiane e internazionali si sperimentano classi completamente digitali, con dispense interattive e lezioni registrate disponibili on demand.
Questo processo di sostituzione non sarà uniforme in tutto il mondo: fattori economici, infrastrutturali e culturali influenzeranno la velocità del cambiamento. Ma la direzione è tracciata, e il 2030 potrebbe sancire la fine di molti simboli della nostra epoca recente.