Ossitocina: il ruolo fondamentale dell’ormone dell’amore e dell’amicizia

Rosita Ponti

Agosto 14, 2025

La recente indagine realizzata dall’Università della California a Berkeley ha messo in evidenza il ruolo cruciale dell’ormone ossitocina nella creazione delle relazioni interpersonali. Questo studio, pubblicato nel 2025, ha dimostrato come una carenza nella segnalazione di questa sostanza possa ostacolare la formazione di legami e avere effetti negativi sulle interazioni sociali nel lungo periodo. Sebbene l’ossitocina sia frequentemente associata a momenti di intimità come il sesso, il parto e l’allattamento, essa gioca anche un ruolo significativo nelle dinamiche delle amicizie, contribuendo a sentimenti di attaccamento e fiducia reciproca.

Il significato dell’ossitocina nelle relazioni

L’ossitocina, comunemente definita “ormone delle coccole”, è stata oggetto di approfonditi studi per la sua capacità di influenzare le relazioni affettive. I ricercatori hanno scoperto che, sebbene sia spesso legata all’amore romantico, la sua influenza si estende anche alle amicizie. La ricerca ha evidenziato che l’ossitocina agisce come un neuromodulatore nel cervello, ma non è fondamentale per la stabilità del legame di coppia a lungo termine o per il comportamento genitoriale. Le evidenze provengono da studi sugli animali, in particolare sull’arvicola di prateria, nota per la sua capacità di formare legami sociali stabili. I risultati suggeriscono che, sebbene l’ossitocina possa facilitare la creazione di legami, non rappresenta un fattore imprescindibile per mantenere relazioni durature.

Le arvicole di prateria come soggetto di studio

Le arvicole di prateria sono state al centro dell’indagine condotta dalla professoressa Annaliese Beery dell’Università della California a Berkeley. Questi roditori, che formano legami sociali simili a quelli umani, offrono un’importante opportunità per comprendere la neurobiologia delle amicizie e le differenze rispetto ad altre relazioni. Gli esperimenti hanno dimostrato che le arvicole, quando private dei recettori dell’ossitocina, impiegano un tempo maggiore per stabilire relazioni tra pari. Beery ha messo in risalto l’importanza dell’ossitocina nella fase iniziale della formazione dei legami, evidenziando come questa sostanza possa influenzare la selettività nelle interazioni sociali.

Esperimenti e scoperte significative

Il team di ricerca ha realizzato tre serie di esperimenti per analizzare l’effetto dell’ossitocina sulla creazione delle relazioni. Nel primo esperimento, è stato osservato che le arvicole con normali livelli di ossitocina riuscivano a sviluppare una preferenza per un partner in circa 24 ore, mentre quelle con deficit di recettori impiegavano fino a una settimana. Nel secondo esperimento, le arvicole in un ambiente misto hanno mostrato comportamenti diversi in base alla presenza dei recettori dell’ossitocina, dimostrando una chiara capacità di riconoscere i propri partner. Infine, nel terzo esperimento, è emerso che gli animali privi di ossitocina non mostrano preferenza nel cercare di avvicinarsi ai loro amici, evidenziando come la mancanza di segnalazione di questa sostanza possa compromettere le relazioni tra pari.

Nuove prospettive sulle interazioni sociali

I risultati di questo studio offrono importanti spunti per comprendere le relazioni sociali non solo negli animali, ma anche negli esseri umani. La ricerca suggerisce che l’ossitocina non solo facilita l’affiliazione, ma gioca un ruolo fondamentale nel respingere gli estranei. Beery ha sottolineato che la segnalazione dell’ossitocina può influenzare sia le interazioni prosociali che quelle antisociali, contribuendo a definire le dinamiche sociali. Questi risultati potrebbero avere applicazioni significative nella comprensione di condizioni psichiatriche che influenzano la capacità di formare legami sociali, come l’autismo e la schizofrenia, aprendo nuove strade per la ricerca futura.

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