Alluvioni e frane colpiscono India e Pakistan: il bilancio è drammatico

Veronica Robinson

Agosto 15, 2025

Nel Kashmir controllato dall’India, le recenti inondazioni hanno provocato un bilancio drammatico di almeno 60 vittime e 80 dispersi. I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo circa 300 persone. Parallelamente, in Pakistan, le alluvioni hanno causato la morte di almeno 164 persone, mentre 1.300 turisti sono stati evacuati dopo essere rimasti bloccati.

Le cause delle inondazioni nel Kashmir

Le intense precipitazioni, note come ‘cloudburst’, stanno diventando sempre più comuni nelle regioni montuose dell’India e del Pakistan. Questi eventi meteorologici estremi, caratterizzati da piogge torrenziali e improvvise, hanno un impatto devastante sulle comunità locali, causando frane e inondazioni che mettono in pericolo la vita di migliaia di persone. Gli esperti collegano l’aumento di tali fenomeni ai cambiamenti climatici e all’urbanizzazione non pianificata delle aree montane, che contribuiscono a rendere il terreno più vulnerabile a questi eventi.

Le conseguenze delle inondazioni non si limitano a danni materiali. Le comunità colpite affrontano anche la perdita di vite umane e la distruzione di infrastrutture vitali. In molte zone, le strade sono impraticabili e i servizi di emergenza faticano a raggiungere le persone in difficoltà. Con l’avvicinarsi della stagione delle piogge, la situazione potrebbe ulteriormente deteriorarsi, mettendo a rischio la sicurezza di chi vive in queste regioni già fragili.

Le operazioni di soccorso nel Kashmir

Nella giornata di oggi, i soccorritori hanno intensificato le operazioni di ricerca nel villaggio di Chositi, situato nel distretto di Kishtwar, dove le inondazioni hanno colpito duramente. Dopo una pausa notturna, le ricerche sono riprese per cercare di rintracciare i dispersi, molti dei quali potrebbero essere stati trascinati via dalle acque impetuose. Le autorità locali hanno segnalato che almeno 50 persone sono state ricoverate con ferite gravi, molte delle quali salvate da torrenti pieni di fango e detriti.

Mohammed Irshad, un funzionario della protezione civile, ha avvertito che il numero dei dispersi potrebbe aumentare, mentre i meteorologi hanno previsto ulteriori piogge intense nella zona. Il villaggio di Chositi rappresenta un punto strategico lungo il percorso di un pellegrinaggio indù annuale verso un santuario montano a 3.000 metri di altitudine. Tuttavia, le autorità hanno deciso di sospendere il pellegrinaggio, che era iniziato il 25 luglio e sarebbe dovuto concludersi il 5 settembre.

Le inondazioni hanno distrutto la cucina comune allestita per i pellegrini, dove si trovavano oltre 200 persone al momento del disastro. Le autorità hanno allestito ponti temporanei per facilitare il passaggio dei pellegrini e utilizzato escavatori per rimuovere massi e detriti. Il distretto di Kishtwar, noto per i suoi progetti di energia idroelettrica, è stato avvertito da esperti riguardo ai rischi per l’ecosistema già fragile della regione.

La situazione in Pakistan

In Pakistan, le inondazioni hanno avuto un impatto devastante, con almeno 164 morti registrati nelle ultime 24 ore, di cui 78 solo nel distretto di Buner, nel nord-ovest del Paese. A seguito di questa tragedia, le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nei villaggi colpiti. I soccorritori, utilizzando barche ed elicotteri, hanno evacuato 1.300 turisti bloccati nella valle di Siran, nel distretto montuoso di Mansehra, a causa di frane verificatesi giovedì.

Secondo l’Autorità nazionale per la gestione delle catastrofi, dal 26 giugno a oggi, oltre 477 persone, per la maggior parte donne e bambini, hanno perso la vita in incidenti legati alle piogge in tutto il Paese. La situazione rimane critica, con le autorità che continuano a monitorare le aree più colpite e a fornire assistenza a chi ne ha bisogno.

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