Acque agitate nel centrosinistra pugliese. Antonio Decaro, attuale sindaco di Bari, ha dichiarato di essere “pronto a candidarsi” alla presidenza della Regione, ma ha posto una condizione fondamentale: “essere un presidente libero” e non “ostaggio delle decisioni di chi mi ha preceduto”. Queste affermazioni hanno suscitato malcontento tra alcuni membri del Partito Democratico e altre forze della coalizione. Dall’alto, Igor Taruffi, collaboratore di Elly Schlein, ha descritto la candidatura di Decaro come “la più competitiva” e ha esortato tutti, in particolare coloro che hanno ricoperto ruoli di responsabilità politica, a mostrare generosità senza precondizioni, enfatizzando l’importanza del lavoro di squadra. Questo messaggio sembra rivolto direttamente al governatore uscente Michele Emiliano e al suo predecessore Nichi Vendola, la cui intenzione di candidarsi per un posto in consiglio regionale si scontra con il veto espresso da Decaro. La situazione in Puglia non mostra quindi segni di distensione, nonostante gli sforzi di Elly Schlein, che ha inviato Taruffi a Bari per cercare una mediazione. Vendola ha chiarito a Repubblica: “Non farò mai l’assessore nella giunta pugliese. Spero che Decaro si convinca di non avere nulla da temere da una mia eventuale elezione”.
Le parole di Decaro, pronunciate anche su Facebook, hanno sottolineato che “la Puglia non ha bisogno di un presidente a metà”. Ha infine affermato che, se non ci saranno le condizioni per tornare in Puglia, continuerà a lavorare in Europa per la sua terra, sostenendo il candidato progressista alla guida della regione. Un membro del PD ha commentato la situazione definendo le preoccupazioni di Decaro “un’uscita a caccia di like sui social”.
Situazione in calabria e toscana
In Calabria, il tavolo regionale dovrebbe ufficializzare la candidatura di Pasquale Tridico, sostenuto anche da Italia Viva. Al contrario, in Toscana, il partito Azione ha deciso di prendere le distanze dal campo largo, affermando che “il programma firmato tra il Movimento 5 Stelle e Giani è del tutto inaccettabile e contrario alle iniziative portate avanti da Giani negli ultimi anni”. Questa decisione ha portato alle dimissioni “irrevocabili” di Marco Remaschi da segretario regionale di Azione, annunciate al termine del direttivo regionale del partito di Calenda.
Le reazioni del centrodestra
Il centrodestra osserva con attenzione le spaccature nel centrosinistra. Senza Decaro in campo, la competizione in Puglia potrebbe diventare meno prevedibile, un’ipotesi che ha ritardato la scelta del candidato da parte della maggioranza di governo, con Mauro D’Attis di Forza Italia in pole position. Si prevede un incontro tra i leader per discutere la situazione all’inizio di settembre, anche se un confronto potrebbe avvenire a margine del consiglio dei ministri previsto per giovedì prossimo. Antonio Tajani ha dichiarato che non si tratterà di una questione di quote, ma di selezionare i migliori candidati. Oltre ai governatori uscenti, Francesco Acquaroli nelle Marche e Roberto Occhiuto in Calabria, si attende di conoscere le scelte per il Veneto. In Toscana, Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia di Fratelli d’Italia, è già in corsa ma attende ancora l’investitura ufficiale dai leader, sottolineando che “questa attesa è un grave errore”.
Fibrillazioni in campania
Il Partito Democratico registra tensioni anche in Campania, dove l’ufficializzazione di Roberto Fico è ostacolata dalle trattative relative al congresso regionale. In questo contesto, è emersa l’ipotesi di Sandro Ruotolo come sfidante di Piero De Luca, figlio del governatore uscente Vincenzo. La candidatura del centrodestra rimane incerta, con nomi come Edmondo Cirielli, Giosy Romano e Mara Carfagna in lizza. La Lega, rappresentata da Gianpiero Zinzi, ha posto come unica condizione “l’autorevolezza” del candidato, esortando gli alleati a mantenere un profilo basso. Forza Italia ha avvertito che per gli aspiranti candidati ci sarà un “biglietto di sola andata”: “siamo certi di vincere, ma se si perde a Roma non si torna”.
