‘Basta violenza’: 40mila operatori sanitari aderiscono a digiuno per Gaza

Rosita Ponti

Agosto 29, 2025

Diecimila adesioni formali sono state registrate in pochi giorni, ma il numero reale di medici e operatori sanitari che hanno partecipato al digiuno di protesta per chiedere la fine delle violenze a Gaza è stimato tra i 30 e i 40mila, secondo le stime degli organizzatori. L’iniziativa, avvenuta il 26 agosto 2025, ha visto la partecipazione di professionisti della salute provenienti da diverse parti d’Italia, inclusi medici ospedalieri e di famiglia, ed è stata promossa dalla rete #digiunogaza, insieme a Sanitari per Gaza e alla campagna BDS ‘Teva? No grazie’. Hanno preso parte anche ordini professionali, università e sindacati.

Le richieste dei sanitari

I promotori hanno dichiarato che l’azione è stata un grande successo e intendono continuare a portare avanti le loro richieste, in particolare sollecitando le aziende sanitarie ad adottare una delibera specifica. Questa delibera chiede a istituzioni e direzioni sanitarie di impegnarsi formalmente a “contrastare ogni manifestazione di genocidio con le azioni di competenza”.

Nel documento proposto, è menzionata la petizione ‘Stop the Silence’, lanciata il 15 luglio 2025, che ha già raccolto oltre 4.600 firme di operatori sanitari e accademici e circa 8.000 firme di cittadini. Il testo della petizione richiede che le aziende sanitarie valutino con criteri etici gli accordi e i partenariati scientifici e commerciali, evitando collaborazioni con enti legati a Stati accusati di genocidio. Inoltre, si richiede l’adozione di regole per gli approvvigionamenti che escludano fornitori riconducibili a tali Stati e la promozione di politiche di cooperazione internazionale, ricoveri umanitari e mediazione culturale, con particolare attenzione alle popolazioni vittime di genocidio.

Il sostegno della Federazione nazionale degli ordini dei medici

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fniomceo), ha lanciato un forte appello a favore delle manifestazioni di solidarietà e dei digiuni. Ha sottolineato l’importanza che i governi, sia italiano che europeo, rispondano alla volontà popolare intraprendendo azioni decisive per fermare la violenza. Anelli ha precisato che non si può rimanere inerti di fronte a tale violenza, ma ha anche preso le distanze da iniziative di boicottaggio che possano danneggiare il popolo di Israele, sottolineando che quest’ultimo è vittima e non responsabile della guerra in corso.

Presidi e testimonianze

Numerosi presidi si sono svolti davanti agli ospedali, come quello organizzato presso le Molinette di Torino. Ernesta Audisio, uno dei medici in digiuno, ha spiegato che il gruppo è attivo dal mese di luglio, avviando una staffetta di digiuno con tutti i sanitari del Piemonte e della Valle d’Aosta per protestare contro il genocidio in corso a Gaza. Audisio ha espresso solidarietà verso i colleghi gazawi che operano in condizioni estremamente difficili e ha denunciato le conseguenze delle bombe indiscriminate, della carestia e della malnutrizione forzata della popolazione.

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