Un detenuto del carcere di Regina Coeli a Roma ha denunciato di essere stato picchiato, legato al letto con delle lenzuola e tenuto in ostaggio per due giorni da altri detenuti. L’incidente è avvenuto nel luglio 2025, dopo che l’uomo si è rifiutato di nascondere un cellulare e ha respinto una richiesta di denaro, fallita, nei confronti di sua madre, contattata telefonicamente. La denuncia, presentata alla polizia penitenziaria, descrive un episodio di sequestro a scopo di estorsione, e ha portato l’ufficio della Procura di Roma ad avviare un’inchiesta aprendo un fascicolo.
Il business dei cellulari e della droga
La denuncia ha messo in luce il business dei cellulari e della droga all’interno delle carceri, gestito da gruppi di detenuti che, grazie ai loro traffici, guadagnano sempre più potere nelle strutture penitenziarie. Il detenuto, ora non più in carcere, ha raccontato che l’episodio è iniziato quando ha sentito altri detenuti parlare di un imminente arrivo di cellulari e droga tramite lancio. Un altro detenuto gli ha chiesto di nascondere un cellulare, ma lui ha rifiutato. Da quel momento è iniziata una violenza senza sosta.
Il racconto delle violenze subite
Nel suo racconto, l’uomo ha spiegato che, dopo il rifiuto, è stato colpito da un detenuto con schiaffi e pugni, e ben presto si sono uniti a lui altri tre detenuti. È a questo punto che è avvenuto il tentativo di estorsione: uno di loro ha contattato la madre del detenuto, chiedendo di inviare soldi tramite ricarica PostePay. La donna, incredula, ha rifiutato di cedere, scatenando ulteriori violenze nei confronti del figlio. Gli aggressori hanno ripreso a picchiarlo e, utilizzando coltelli rudimentali, lo hanno ferito sulla gamba destra.
La situazione insostenibile
Dopo una serie di violenze, il detenuto è stato legato al letto con delle lenzuola, immobilizzato e costretto a subire ulteriori maltrattamenti. La situazione è diventata insostenibile e il detenuto ha descritto come fosse impossibilitato a muoversi, mangiare, bere o persino andare in bagno. La violenza ha raggiunto un punto critico, con un detenuto che gli ha inflitto un grave danno all’occhio destro, provocando un’emorragia. Dopo due giorni di agonia, l’intervento di un agente di polizia penitenziaria ha finalmente posto fine all’incubo.
Le conseguenze e la denuncia
Dopo la liberazione, il detenuto è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, dove è stato diagnosticato un grave stato di aggressione prolungata, con ecchimosi e ferite da taglio. Gli è stata concessa una prognosi di 25 giorni e ha riportato danni permanenti alla vista. L’uomo, assistito dall’avvocato Marco Valerio Verni, ha raccontato di aver vissuto un vero e proprio incubo e ha deciso di denunciare l’accaduto per evitare che altri subiscano esperienze simili.
Inchiesta sul traffico di cellulari e droga
La Procura di Roma, a seguito della denuncia, ha avviato un’inchiesta approfondita sul traffico di cellulari e droga nelle carceri. Recentemente, durante perquisizioni all’interno di Regina Coeli, gli agenti della polizia penitenziaria hanno rinvenuto decine di armi rudimentali e dispositivi telefonici, confermando l’esistenza di un sistema organizzato di estorsione e traffico. Stanno emergendo prove di gruppi di detenuti che offrono servizi a pagamento, creando un vero e proprio mercato interno.