Andrea Mussini, un turista originario di Modena, ha recentemente vissuto un’esperienza surreale durante la sua vacanza a Milano Marittima, località balneare rinomata della Romagna. Il 15 luglio 2025, mentre cercava di prenotare un pranzo in uno stabilimento balneare, si è visto negare l’accesso a causa della presenza del suo bambino di cinque anni. I titolari del locale hanno chiaramente affermato: “Non prendiamo bambini”.
Situazione controversa e dibattito pubblico
Questa situazione ha sollevato un acceso dibattito, trasformando una semplice gita al mare in un caso mediatico. La vicenda ha attirato l’attenzione pubblica in un’estate già segnata da polemiche riguardanti il costo degli ombrelloni e scontrini stratosferici. Mussini, incredulo, ha commentato: “Stiamo scherzando? Nel 2025, in una spiaggia pubblica e demaniale, io che ho abituato mio figlio a mangiare fuori da sempre, che sa stare al suo posto, che mangia quello che mangiamo noi, non dà fastidio”.
Reazione dei proprietari e indignazione
I proprietari dello stabilimento balneare non hanno fornito ulteriori spiegazioni sul loro operato. Hanno semplicemente dichiarato: “Non odiamo i bambini, da 33 anni facciamo così”, una posizione che ha suscitato indignazione tra i bagnanti e i turisti.
Posizione del sindaco e inclusivitÃ
Il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, ha preso posizione in merito, affermando che “un esercizio pubblico deve essere aperto a tutti”. Questa affermazione sottolinea l’importanza di garantire l’accesso a tutti i cittadini, indipendentemente dall’età . La questione ha riacceso il dibattito sulla fruibilità degli spazi pubblici e sulla necessità di una maggiore inclusività nelle attività commerciali. La vicenda di Mussini è solo l’ultimo esempio di come le politiche di alcuni locali possano influenzare negativamente l’esperienza di famiglie e bambini in luoghi di svago e relax.