La crisi a Gaza City: l’IDF annuncia la fine delle pause umanitarie

Rosita Ponti

Agosto 29, 2025

La situazione a Gaza City si fa sempre più drammatica, con l’esercito israeliano che intensifica le operazioni militari nella regione. A partire da questa mattina, il comando militare ha annunciato la sospensione delle pause umanitarie, che fino ad ora avevano permesso ai civili di accedere a scorte di aiuti limitate. Questa decisione sembra mirare a esercitare ulteriore pressione sui palestinesi affinché abbandonino la città, ormai considerata una vera e propria zona di guerra.

Combattimenti e vittime a Gaza

Nella periferia sud di Gaza, le forze israeliane sono già impegnate in combattimenti casa per casa, alla ricerca dei miliziani di Hamas. Secondo fonti sanitarie riconducibili a Hamas, il bilancio delle vittime ha superato le 40 unità in tutta la Striscia, a causa degli attacchi aerei, che hanno colpito anche aree precedentemente considerate sicure. Attualmente, quasi l’ottanta per cento della Striscia di Gaza è classificato come zona di sicurezza o inaccessibile ai civili, costringendo i residenti a fuggire verso aree sempre più sovraffollate.

Crisi umanitaria e sfollati

Le conseguenze di questa massiccia migrazione interna sono già evidenti. Le zone in cui gli sfollati si stanno dirigendo sono già abitate da decine di migliaia di palestinesi, il che rende le condizioni di vita estremamente difficili e precarie. La mancanza di risorse e di spazi adeguati per accogliere i nuovi arrivati aggrava ulteriormente la crisi umanitaria.

Ostaggi e incertezze

In un contesto così complesso, l’esercito israeliano ha comunicato il ritrovamento dei corpi di due ostaggi durante le operazioni a Gaza. Tra questi figura Ilan Weiss, rapito dal kibbutz di Bari insieme alla moglie e alla figlia, che sono state liberate durante una tregua a fine novembre 2023. L’identità del secondo ostaggio non è stata ancora confermata, lasciando incertezze e dolore tra le famiglie coinvolte in questa tragica situazione.

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