Un appello forte e chiaro è stato lanciato oggi, 15 gennaio 2025, dai leader delle tre principali religioni abramitiche in Italia, che si sono uniti per condannare la propaganda che distorce la verità e alimenta l’odio tra diverse comunità. Questa iniziativa si è resa necessaria in un contesto di crescente tensione nel Medio Oriente, dove l’antisemitismo e l’islamofobia si intrecciano, minando la coesione sociale e il rispetto reciproco. I leader religiosi hanno sottolineato che la vera sicurezza per il popolo palestinese e per quello israeliano può essere raggiunta solo attraverso il riconoscimento reciproco.
Denuncia della propaganda e della polarizzazione
Nell’appello, i leader religiosi hanno messo in evidenza l’importanza di affrontare con responsabilità le narrazioni distorte che circolano nei media e nella società. “La coscienza dei tempi oscuri che stiamo attraversando”, si legge nel documento, “ci invita a rimanere vigili contro le generalizzazioni pericolose e le confusioni tra identità politiche, nazionali e religiose.” L’appello esorta a mantenere toni pacati e a scambiare informazioni con cautela, per evitare di cadere nella trappola della polarizzazione.
Il messaggio è chiaro: l’abuso della religione per giustificare la violenza e la sopraffazione deve essere fermato. Le comunità religiose sono chiamate a riflettere su come il fanatismo possa travestirsi da servizio divino, portando a una falsa giustizia e a una finta fratellanza. La polarizzazione attuale, alimentata da un giustizialismo populista e da un vittimismo che ignora le responsabilità, rischia di trasformare le persone in pedine inconsapevoli di un conflitto più grande.
Il dovere di promuovere la coesione sociale
I leader religiosi hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di lavorare per una convivenza responsabile. “L’odio e la violenza non hanno mai legittimità”, affermano, sottolineando che tali atteggiamenti portano solo a una diffusione della crudeltà. La vera sfida è quella di promuovere valori condivisi e una coesione sociale che possa affrontare il dolore degli altri. Il richiamo alla sacralità della vita e alla santità della terra è un elemento centrale del messaggio, che invita a riconoscere che nessuno possiede tali doni in esclusiva.
Il documento mette in risalto la necessità di custodire insieme questo patrimonio spirituale, riconoscendo l’importanza della vera pace e della fratellanza autentica. Solo attraverso un impegno collettivo si può sperare di vincere sulla “tragica ostinazione al male” e costruire un futuro di pace.
I firmatari dell’appello
Tra i firmatari di questo significativo appello si trovano figure di spicco come Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, e il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Questi leader, uniti nella loro diversità, hanno scelto di alzare la voce contro l’odio e l’intolleranza, invitando tutti a lavorare insieme per un futuro di pace e giustizia.