Tumori: l’oncologa Caputo evidenzia il valore della condivisione nella terapia adiuvante per il cancro al seno localizzato

Veronica Robinson

Agosto 29, 2025

Il 29 agosto 2025, Roberta Caputo, dirigente medico dell’Unità Ssd Ricerca clinica e traslazionale in senologia presso l’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, ha messo in evidenza l’importanza di un approccio personalizzato nella cura del tumore al seno localizzato. In un’intervista, ha chiarito che affrontare questa malattia richiede un percorso complesso che va oltre gli interventi chirurgici e i cicli di chemioterapia. La terapia ormonale adiuvante, in particolare, riveste un ruolo fondamentale nel ridurre il rischio di recidiva e mortalità.

Il valore del supporto multidisciplinare

La gestione degli effetti collaterali rappresenta una delle sfide più significative nel percorso di cura delle pazienti. Caputo ha sottolineato che le donne non devono affrontare queste difficoltà da sole. Un team di cura dedicato è in grado di fornire soluzioni per minimizzare le tossicità associate ai trattamenti. Le preoccupazioni delle pazienti variano in base all’età: le più giovani temono la menopausa indotta e la perdita della fertilità, mentre le donne in menopausa si interrogano su possibili cambiamenti nel peso e nella loro routine quotidiana.

In questo contesto, l’integrazione di approcci complementari, come il supporto psicologico e strategie di benessere, può avere un impatto positivo sul percorso di cura. La terapia adiuvante per il tumore al seno localizzato può comprendere diverse opzioni, tra cui chemioterapia, radioterapia e trattamento ormonale, a seconda del sottotipo tumorale. Caputo ha evidenziato che nei tumori luminali, la terapia ormonale è cruciale, ma non tutte le pazienti seguono lo stesso protocollo terapeutico.

Innovazioni terapeutiche e aderenza al trattamento

La dottoressa ha spiegato che la terapia ormonale tradizionale prevede l’uso di antiestrogeni e inibitori dell’aromatasi, spesso combinati con analoghi dell’LhRh per le donne in pre-menopausa. Tuttavia, nuove opzioni come gli inibitori delle cicline stanno emergendo come alternative promettenti per le pazienti a rischio intermedio-alto. Questi farmaci, assunti per via orale, richiedono controlli frequenti nei primi mesi per monitorare eventuali alterazioni nel sangue o nella funzionalità epatica.

Un’altra questione cruciale è l’aderenza terapeutica, ovvero la capacità delle pazienti di seguire correttamente il regime di trattamento. Caputo ha avvertito riguardo agli effetti collaterali legati alla menopausa farmacologica, come vampate di calore e sbalzi d’umore, che possono influenzare la regolarità della terapia. Tuttavia, ha osservato che una corretta informazione e un adeguato supporto possono motivare le pazienti, in particolare le più giovani, a continuare il trattamento.

Comunicazione e approccio integrato

La comunicazione gioca un ruolo fondamentale sin dal momento della diagnosi. Caputo ha ricordato che ricevere una diagnosi di tumore al seno può essere devastante e che è essenziale fornire spiegazioni chiare riguardo al tipo di tumore, stadio e prognosi. Solo in questo modo è possibile costruire un percorso terapeutico condiviso e consapevole. Questo approccio deve essere multidisciplinare, come avviene nelle breast unit, dove non si considera solo la terapia farmacologica, ma si pone l’accento sulla persona nel suo insieme.

Inoltre, l’alimentazione e l’attività fisica rivestono un’importanza chiave nella gestione del benessere delle pazienti. Caputo ha sottolineato l’importanza di seguire una dieta mediterranea equilibrata e di mantenere un adeguato apporto nutrizionale. Strategie complementari, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale e pratiche come yoga e agopuntura, possono contribuire a migliorare la qualità della vita delle pazienti. Ogni donna merita un percorso terapeutico personalizzato, sostenibile e condiviso, ha concluso Caputo, evidenziando la necessità di ascoltare e rispettare la storia di ogni paziente.

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