Aumento degli affitti: il 44% del salario degli operai è a rischio, a Milano si supera il 65%

Veronica Robinson

Agosto 30, 2025

Il costo degli affitti in Italia continua a rappresentare una sfida significativa per molti lavoratori. Secondo un’analisi condotta dall’Area studi e ricerche di Cna, il peso dell’affitto su uno stipendio netto medio di un operaio si attesta al 43,7%. Tuttavia, la situazione è particolarmente critica in alcune città. A Milano, per esempio, la percentuale raggiunge addirittura il 65%, mentre in metropoli come Firenze, Roma e Bologna supera il 50%. Solo in alcune città come Torino (37,8%) e Napoli (34,4%) l’incidenza degli affitti rimane sotto la media nazionale.

L’impatto degli affitti sulla mobilità lavorativa

I dati forniti da Cna mettono in luce un problema che influisce sulla capacità delle aziende di reperire personale. Il caro-affitti ostacola la mobilità interna dei lavoratori, un aspetto che ha visto un incremento negli ultimi anni, con un aumento medio dei canoni di locazione pari al 19,5%, a fronte di un incremento delle retribuzioni nette del solo 14%. Questo divario economico rende difficile per molti lavoratori trasferirsi in zone dove ci sono maggiori opportunità di lavoro.

La situazione è ulteriormente complicata dalla crescente difficoltà delle aziende nel trovare personale qualificato. Secondo Cna, una politica abitativa più efficace potrebbe contribuire a riequilibrare la distribuzione delle assunzioni, che si aggira intorno ai 5,5 milioni all’anno, e i livelli di disoccupazione. Negli ultimi anni, la percentuale di assunzioni di difficile reperimento è aumentata dal 21,5% nel 2017 a oltre il 50% nel 2024.

La saturazione del mercato del lavoro in alcune province

Un dato preoccupante emerge dalla situazione occupazionale in alcune province italiane. A Bolzano, ad esempio, solo il 7,4% delle assunzioni programmate può essere soddisfatto. Altre province come Belluno e Bologna mostrano tassi di occupabilità rispettivamente del 9,9% e del 15,9%. Anche Milano non è esente da questo problema, con un’incidenza del 18,8%. Cna sottolinea che una regolamentazione più rigorosa degli affitti potrebbe favorire una maggiore mobilità lavorativa, soprattutto dopo l’annuncio del Piano Casa del governo.

Incidenza degli affitti sul reddito netto

L’analisi evidenzia che in 36 province italiane, l’incidenza del canone di affitto supera il 30% del reddito netto di un operaio. Solo in alcune località come Taranto, Alessandria, Isernia, Vibo Valentia e Caltanissetta si registra un’incidenza inferiore al 20%. Potenza si distingue come la città con la percentuale più bassa, pari al 17%. Tra i capoluoghi con maggiore saturazione del mercato del lavoro, solo Belluno, Trento, Biella e Gorizia mostrano un’incidenza degli affitti inferiore al 25% del reddito disponibile.

La situazione degli affitti in Italia richiede un’attenzione particolare, poiché le conseguenze economiche e sociali di questo fenomeno si ripercuotono non solo sui lavoratori, ma anche sulle imprese e sull’intero mercato del lavoro.

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