Il trucco per mangiare riso e pasta senza ingrassare e abbassare la glicemia

Glicemia e carboidrati

I carboidrati non vanno eliminati ma seguire regole per chi ha problemi glicemici-rcovid19.it

Lorenzo Fogli

Agosto 30, 2025

Il nutrizionista Michele Traversa spiega come consumare riso, pasta e patate senza rinunce, migliorando il benessere con piccoli accorgimenti quotidiani.

Riso, pasta, patate: pilastri della cucina italiana, ma anche al centro di tanti dubbi quando si parla di alimentazione sana. C’è chi li elimina, chi li demonizza e chi, invece, ne abusa senza sapere davvero come influenzano il nostro organismo. Ma la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. I carboidrati amidacei non sono nemici della salute: tutto dipende da come vengono cotti, conservati e abbinati. A spiegarlo è Michele Traversa, nutrizionista e collaboratore di Filippo Ongaro, ex medico dell’ESA e pioniere della medicina anti-aging.

L’obiettivo non è rinunciare al gusto o alla tradizione, ma trasformare semplici gesti in scelte consapevoli. E imparare a gestire l’indice glicemico — il parametro che misura la velocità con cui un alimento fa salire la glicemia nel sangue — può fare una grande differenza, anche nella prevenzione di disturbi metabolici.

Raffreddare e abbinare: le due chiavi per migliorare i carboidrati

Secondo Traversa, uno dei gesti più efficaci e sottovalutati è raffreddare il riso o la pasta dopo la cottura, prima di consumarli. Questo processo attiva la retrogradazione dell’amido, trasformandolo in amido resistente: una forma di carboidrato non digeribile che non alza la glicemia e migliora la salute intestinale. Anche le patate possono essere cotte e poi consumate fredde o riscaldate: il beneficio resta.

Carboidrati
Ecco alcuni consigli-rcovid19.it

Il secondo accorgimento è scegliere abbinamenti intelligenti. I carboidrati amidacei non vanno mai consumati da soli, ma inseriti in un pasto bilanciato con fibre, proteine e grassi buoni. Ad esempio, una porzione di riso con legumi o verdure riduce il picco glicemico rispetto a un piatto di riso bianco condito solo con olio.

Inoltre, preferire cereali integrali, come orzo, farro, avena o riso integrale, aiuta a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e a mantenere più a lungo la sazietà. Anche piccole attenzioni quotidiane — come non scolare troppo la pasta, lasciandola al dente, o evitare la cottura prolungata delle patate — possono migliorare il profilo glicemico del piatto.

L’alimentazione consapevole non è privazione, ma costruzione di salute

Spesso si tende a pensare che una dieta sana significhi rinunciare a ciò che si ama. Ma, come sottolinea Traversa, la longevità non si costruisce con le privazioni, bensì con la somma di abitudini sane e sostenibili nel tempo. Ed è proprio su questo principio che si fonda il progetto educativo che porta avanti insieme a Ongaro, incentrato su una longevità attiva e piena di energia.

Non è necessario dire addio alla pasta per mantenersi in forma. Basta imparare a gestirla, a cucinarla nel modo giusto, e a inserirla in un contesto alimentare equilibrato. Lo stesso vale per il pane, per i legumi, per le patate. Nessun alimento è dannoso in sé: è l’eccesso o la cattiva abitudine a fare la differenza.

Nel 2025, il dibattito sull’alimentazione continua a polarizzarsi tra estremismi: diete drastiche, tendenze anti-carboidrati, influencer che predicano soluzioni miracolose. Ma la scienza nutrizionale moderna ci invita alla moderazione e alla conoscenza reale degli alimenti. Capire come i carboidrati si comportano nel nostro corpo, e come possiamo guidarli verso un effetto positivo, è il vero segreto per vivere bene, a lungo e con gusto.

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