Raimondi rilasciato dal carcere, la madre di Tommaso Onofri commenta: “Noi siamo i veri condannati”

Rosita Ponti

Agosto 30, 2025

Salvatore Raimondi ha riacquistato la libertà dopo aver scontato una lunga pena detentiva. Il suo nome è tristemente noto per il rapimento del piccolo Tommaso Onofri, avvenuto nel 2006. La vicenda, che ha colpito profondamente l’opinione pubblica italiana, si è conclusa con la scoperta del cadavere del bambino, avvenuta il primo aprile dello stesso anno, grazie alla confessione di Raimondi. Nonostante il suo coinvolgimento, non è stato ritenuto responsabile dellomicidio.

Arresto e condanne

Dopo il rapimento, il 1° aprile 2006, le forze dell’ordine hanno arrestato Raimondi, insieme a Giuseppe Alessi e alla compagna di quest’ultimo, Antonella Conserva. Alessi è stato condannato allergastolo per il rapimento e lomicidio del piccolo Tommaso, mentre Conserva sta scontando una pena di 24 anni per il sequestro.

Libertà e condanna per estorsione

Raimondi ha lasciato il carcere di Forlì nelle scorse settimane. Sebbene avesse già terminato di scontare la pena nel 2022, è rimasto in prigione a causa di una condanna definitiva del 2018 a tre anni e mezzo per estorsione ai danni di un altro detenuto.

Reazioni della madre di Tommaso

La madre di Tommaso, Paola Pellinghelli, ha espresso il suo dolore e la sua indignazione in un’intervista rilasciata alla Gazzetta di Parma. “Me l’aspettavo, visto che era già in semilibertà. Che si goda la sua vita, noi invece siamo condannati per sempre”, ha dichiarato. La signora Pellinghelli ha aggiunto che non augura del male a nessuno dei tre coinvolti, ma non è disposta a parlare di perdono. “Per me sono tutti e tre sullo stesso piano. Non perché ha aiutato la giustizia, è diverso dagli altri, meno responsabile”, ha affermato, sottolineando la sua posizione nei confronti di chi ha contribuito a questa tragedia.

Impatto sulla società

La vicenda di Raimondi e del rapimento di Tommaso Onofri continua a suscitare emozioni forti e divisioni nell’opinione pubblica, evidenziando le difficoltà del sistema giuridico nell’affrontare crimini così gravi e le conseguenze durature sulle famiglie delle vittime.

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