Youtube e Instagram bloccano il video ‘Setteottobre’ per contenuti controversi

Rosita Ponti

Agosto 30, 2025

L’Associazione Setteottobre ha recentemente denunciato una serie di atti di **censura** subiti sulle principali **piattaforme social**, evidenziando come i loro **contenuti** siano stati colpiti da **algoritmi** ritenuti **inadeguati** e **parziali**. Il presidente dell’associazione, Stefano Parisi, ha dichiarato che non tollereranno più di essere silenziati da strumenti **digitali** che limitano la **libertà di espressione**. A tal fine, l’associazione prevede di presentare **esposti** all’AgCom per denunciare questa **situazione**.

Denuncia di censura sui social media

Nel 2025, l’Associazione Setteottobre ha fatto sapere che i loro **post**, seguiti da un ampio pubblico di **cittadini** interessati alla **verità** e alla **libertà di informazione**, sono stati oggetto di **attacchi** da parte di **algoritmi** che sembrano favorire la **propaganda antisraeliana**. I problemi sono iniziati con **sospensioni temporanee**, seguite dalla **rimozione** di contenuti specifici e, infine, dalla **chiusura totale** del canale **YouTube** dell’associazione. Quest’ultimo episodio è avvenuto dopo la pubblicazione di un **video** riguardante l’**ostaggio israeliano** Rom Braslavsky, un contenuto che era già stato ampiamente diffuso dai **media internazionali**.

Anche **Instagram** ha preso misure simili, oscurando un **post** in cui apparivano Anas al Sharif e Yahya Sinwar, il mandante dell’attacco del 7 ottobre. Secondo **Meta**, la foto in questione avrebbe potuto “attaccare una persona o un gruppo di persone in base alla rispettiva **identità**”. Questa **giustificazione** è stata definita da Parisi un “paradosso **grottesco**”, poiché la protezione dell’immagine di due **terroristi** sembra prevalere sul **diritto di cronaca**.

Persecuzione algoritmica e impatto sulla libertà di espressione

L’Associazione Setteottobre sottolinea che questa forma di **persecuzione algoritmica** non rappresenta un caso isolato, ma piuttosto un **sistema di controllo** che limita la **libertà di espressione** di chi critica la **narrativa dominante** sul **conflitto mediorientale**. Parisi ha messo in evidenza come le continue **rimozioni** di contenuti già noti al pubblico sollevino **interrogativi** sulla **coerenza** delle procedure di **moderazione** adottate dalle **piattaforme**. Egli ha espresso **preoccupazione** riguardo alla possibilità che il **sistema** possa essere vulnerabile a **segnalazioni strumentali**, utilizzate per silenziare **voci critiche**.

La posizione dell’associazione è chiara: intendono difendere la **libertà di espressione** e il **diritto di cronaca**, chiedendo il rispetto delle **normative** vigenti. Parisi ha affermato che il loro approccio è sempre **rispettoso**, **rigoroso** e basato su **fonti verificabili**. Non accetteranno di essere messi a tacere da chi manipola il **web** per proteggere i **carnefici** e zittire coloro che si battono per la **verità**. Con questa **battaglia**, l’Associazione Setteottobre si propone di ripristinare una **dialettica** libera e aperta su tutte le **piattaforme social**.

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