Russia, primi anni Novanta: il crollo dell’Unione Sovietica segna un momento cruciale nella storia di una nazione in cerca di identità. In questo contesto tumultuoso, emerge la figura di Vadim Baranov, un giovane dal talento straordinario che si trova a dover tracciare il proprio cammino. Da artista d’avanguardia a produttore di reality show, Baranov diventa il consulente strategico di un ex agente del KGB, Vladimir Putin, il cui potere è in rapida ascesa. Immerso nel cuore pulsante del nuovo regime, Baranov si ritrova a plasmare la Russia contemporanea, confondendo le linee tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Tuttavia, una figura sfuggente emerge dal suo passato: Ksenia, una donna libera e inafferrabile, simbolo di una possibile fuga da un gioco pericoloso. Quindici anni dopo, Baranov, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, decide di rompere il silenzio, svelando i segreti più oscuri del regime che ha contribuito a costruire.
Il film e il suo significato
Il mago del Cremlino non si limita a raccontare l’ascesa di un singolo individuo né a esplorare la forza con cui il potere viene imposto. Non è neppure un’analisi della reinvenzione di una nazione che, pur moderna, si trova nuovamente sotto il giogo del totalitarismo. Radicato in eventi reali e attuali, il film rappresenta una riflessione profonda sulla politica contemporanea, rivelando la cortina fumogena che cela la verità: un panorama cinico, ingannevole e tossico. I potenti del nostro tempo utilizzano strumenti di manipolazione e distorsione di massa con una precisione che un tempo sembrava impossibile. Questo lavoro non è tanto un film politico, quanto un’analisi della politica stessa e della perversione dei suoi metodi, che ci tengono tutti in ostaggio.
Il regista esprime la convinzione che sia fondamentale denunciare i meccanismi interni delle menzogne e dell’oppressione. Questa idea ha spinto a portare sul grande schermo l’opera di Giuliano da Empoli, testimoniando un dramma che continua a svolgersi sulla scena mondiale, ma visto attraverso una lente profondamente umana. La travagliata umanità del destino di Vadim Baranov è al centro della narrazione, guidandoci e turbando allo stesso tempo. La sua storia d’amore con Ksenia, un’osservatrice acuta e giudice severa delle sue manovre, riflette il nostro viaggio morale tra il bene e il male, ponendo interrogativi sulla possibilità di redenzione e sul modo di camminare su un filo sottile, tra colpe e innocenza, tutti tragicamente complici di una realtà complessa.