Lucrezia Lorenzi ha condiviso un commovente messaggio sui social, ricordando il fratello Matteo Franzoso, scomparso tragicamente a causa di un incidente durante gli allenamenti in Cile. La sorella di Matilde Lorenzi, la sciatrice della nazionale deceduta meno di un anno fa in Val Senales, ha espresso il suo dolore con parole toccanti: “E’ arrivato il momento di fermarsi. Le parole fatalità e disgrazia non sono presenti nel vocabolario di un atleta professionista. Non si può partire per andare a sciare e non tornare più a casa. Ciao Matte, salutami tanto Mati”.
Il post, datato 15 settembre 2025, ha suscitato una forte emozione tra gli sportivi e non, evidenziando il dolore che la comunità dello sci sta affrontando. La scomparsa di Matteo ha riacceso i ricordi della perdita di Matilde, creando un legame profondo tra le due tragedie.
Le parole del presidente della Fisi
Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi), ha commentato l’accaduto con grande tristezza. “E’ una tragedia per la famiglia e per il nostro sport, un dramma che ci riporta allo stato d’animo di poco meno di un anno fa, quando scomparve Matilde Lorenzi”, ha dichiarato Roda. Ha sottolineato l’importanza di adottare misure preventive per evitare simili incidenti in futuro. “E’ assolutamente necessario fare tutto il possibile perché non si ripetano più episodi del genere”, ha aggiunto, esprimendo la vicinanza della Federazione alla famiglia di Matteo.
Roda ha anche voluto rassicurare gli atleti e i tecnici, promettendo supporto e assistenza in questo momento di grande dolore. “Chiedo il massimo del rispetto per la famiglia di Matteo, alla quale staremo vicini per tutto quanto sarà necessario”, ha concluso il presidente, evidenziando l’importanza della solidarietà in circostanze così difficili.
L’appello di Kristian Ghedina
L’ex sciatore Kristian Ghedina, noto per i suoi 33 podi in Coppa del Mondo, ha fatto un appello urgente in seguito alla morte di Matteo Franzoso, ponendo l’accento sulla sicurezza degli sci. “Se facessi ancora discesa libera oggi, confesso che non vorrei mai che i nuovi sci venissero cambiati, danno l’adrenalina della velocità: ma la verità è che sono troppo veloci, specie in curva. Ed è ora di cambiarli”, ha dichiarato Ghedina.
Ha messo in evidenza i pericoli legati alla velocità e alle attrezzature moderne, affermando che “impattare un muro o un albero può essere mortale a 40-50 all’ora”, ma che in allenamento si possono raggiungere velocità di 120 km/h. Ghedina ha riconosciuto che eliminare completamente il rischio è impossibile, ma ha insistito sulla necessità di apportare modifiche per garantire una maggiore sicurezza per gli atleti. Le sue parole hanno colpito l’opinione pubblica e hanno acceso un dibattito sulla sicurezza nello sci, un tema che necessita di una seria riflessione da parte delle autorità competenti.
