Telemedicina: il supporto alla prevenzione digitale sostenuto da 9 italiani su 10

Veronica Robinson

Settembre 18, 2025

La trasformazione digitale nel settore sanitario italiano sta prendendo piede, come evidenziato da un recente sondaggio nazionale che ha coinvolto oltre 5.200 partecipanti. I risultati mostrano un forte sostegno da parte dei cittadini per l’integrazione della tecnologia nella cura della salute, con ben 9 italiani su 10 favorevoli alla prevenzione digitale.

L’indagine, promossa da VediamociChiara, un portale focalizzato sulla salute femminile, ha rivelato che il campione è composto principalmente da donne (62%) e adulti di età compresa tra i 45 e i 60 anni (48%). Questi dati riflettono il ruolo predominante delle donne nella gestione della salute all’interno delle famiglie italiane.

La dottoressa Maria Luisa Barbarulo, fondatrice e coordinatrice del portale, ha sottolineato l’importanza della telemedicina, affermando che se questa funziona per le donne, sarà efficace per tutti. Le donne, in quanto principali caregiver, si trovano spesso a gestire e coordinare le esigenze sanitarie dei propri familiari.

La prevenzione digitale come priorità per gli italiani

Il monitoraggio dei parametri vitali attraverso strumenti digitali è diventato un aspetto fondamentale della cura della salute. Secondo il sondaggio, il 46% degli intervistati considera questo aspetto “abbastanza importante”, mentre il 25% lo giudica “molto importante” e l’11% “estremamente importante”. Solo il 18% degli intervistati minimizza l’importanza di questi strumenti. Un dato rilevante emerso dall’indagine è che il 62% delle persone ha rinunciato o posticipato visite, esami o controlli, principalmente a causa dei costi elevati o della mancanza di tempo. In questo contesto, la telemedicina è vista come un’opportunità per ridurre le disuguaglianze, abbattere le barriere e garantire un accesso più immediato alle cure.

Il costo delle cure e l’impatto della telemedicina

Riccardo Starace, esperto in Digital Health e Telemedicina del Cnel, ha commentato i risultati del sondaggio, evidenziando che oltre il 60% degli italiani ha rinunciato a ricevere cure per motivi economici o logistici. Questa situazione rappresenta un campanello d’allarme significativo. Secondo Starace, la telemedicina non deve essere considerata un lusso, ma una necessità, in grado di superare le distanze geografiche e ridurre i costi indiretti per i pazienti. Essa democratizza l’accesso alla salute, specialmente per coloro che vivono in aree remote o che hanno difficoltà a muoversi.

Dallo studio emerge che il 70% degli italiani ha almeno sentito parlare della telemedicina, e il 55% ha un’opinione positiva al riguardo. Tuttavia, il 20% degli intervistati rimane scettico e il 25% appare incerto o disinformato. Starace ha sottolineato l’importanza di colmare il divario tra la semplice conoscenza e l’effettivo utilizzo dei servizi. Offrire esperienze semplici e intuitive, come visite specialistiche a distanza o il rinnovo di ricette senza attese, può rassicurare gli utenti e fidelizzarli.

Un dato molto promettente è che il 78% degli intervistati è disposto a utilizzare servizi di telemedicina per visite, prescrizioni o controlli, mentre solo il 12% si oppone. Starace ha affermato che questa disponibilità rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale. Per realizzare appieno i benefici della digital health, è necessario investire in infrastrutture digitali, formare operatori e sviluppare piattaforme interoperabili, affinché il diritto alla salute sia garantito a tutti, senza eccezioni.

×