In Italia 4 milioni di persone colpite da Alzheimer: si segnala un’emergenza sanitaria

Veronica Robinson

Settembre 19, 2025

Con oltre quattro milioni di individui interessati, l’Alzheimer rappresenta in Italia non solo una malattia della memoria, ma un’autentica emergenza sociale. Attualmente, i circa 1,1 milioni di pazienti affetti da demenza sono affiancati da almeno 3 milioni di caregiver familiari, che spesso si trovano a fronteggiare un carico considerevole. Questa situazione ha ripercussioni significative sulla loro salute psicologica, fisica ed economica. In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra il 21 settembre, la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot) ha deciso di richiamare l’attenzione sull’importanza del supporto ai caregiver.

Il peso dei caregiver in Italia

Stando agli studi internazionali presentati dalla Sigot, il 40% dei caregiver sviluppa sintomi di ansia o depressione. Applicando questa statistica alla realtà italiana, si stima che oltre 1,2 milioni di persone siano a rischio di malattia a causa del loro ruolo di assistenza a un familiare. Oltre alla sofferenza quotidiana, queste famiglie devono affrontare anche un forte stigma sociale: molte di esse percepiscono la diagnosi come una condanna da nascondere, rimanendo così isolate e senza supporto. L’Alzheimer è attualmente la settima causa di morte a livello globale e in Italia comporta un costo annuo di circa 15 miliardi di euro, un onere che ricade quasi esclusivamente sulle famiglie.

Progresso nella ricerca e necessità di un approccio integrato

Nonostante i progressi nella ricerca scientifica, le soluzioni attuali non sono ancora risolutive. L’immunoterapia con anticorpi monoclonali anti-amiloide ha dimostrato la capacità di rallentare il declino cognitivo in alcuni pazienti, ma solo in misura limitata. “La speranza riposta nei farmaci innovativi è fondamentale, ma non può essere considerata sufficiente”, afferma Lorenzo Palleschi, presidente della Sigot. Secondo Palleschi, è essenziale adottare una visione più ampia e integrata, che includa priorità come la diagnosi precoce e la creazione di reti territoriali dedicate, con centri cognitivi diffusi.

Inoltre, è cruciale promuovere la prevenzione attraverso stili di vita sani, attività fisica, alimentazione equilibrata e stimolazione cognitiva. È necessario sviluppare comunità “dementia-friendly”, capaci di accogliere e non isolare le persone affette da demenza, e fornire sostegno psicologico e servizi domiciliari strutturati per i caregiver. La situazione richiede un intervento coordinato e un impegno collettivo per migliorare la qualità della vita di tutti coloro che sono coinvolti nella gestione dell’Alzheimer.

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