Roberto Bolle lancia un appello per Gaza dal palco della Scala: “Basta al genocidio”

Rosita Ponti

Settembre 23, 2025

Un significativo gesto di solidarietĂ  nei confronti della popolazione di Gaza è stato espresso al Teatro alla Scala di Milano, martedì 23 settembre 2025, al termine della prima recita del Trittico di balletti. Durante la performance del BolĂ©ro, coreografato da Maurice BĂ©jart e interpretato dall’Ă©toile Roberto Bolle, i ballerini del corpo di ballo hanno compiuto un atto simbolico di protesta. Al termine dello spettacolo, hanno sollevato tre bandiere palestinesi, mentre sullo sfondo si leggeva la scritta “Stop al genocidio”. Questo gesto ha suscitato un applauso caloroso e prolungato da parte di un pubblico che ha riempito ogni posto nel prestigioso teatro milanese.

Il contesto del gesto di protesta

La decisione dei ballerini di esprimere la loro solidarietĂ  è avvenuta in un momento di crescente tensione e conflitto in Medio Oriente, dove la situazione a Gaza ha attirato l’attenzione internazionale. La scelta di utilizzare la scena di uno dei teatri piĂą emblematici d’Italia per veicolare un messaggio politico ha un forte impatto, sottolineando l’importanza dell’arte come mezzo di comunicazione e protesta. Il BolĂ©ro di Ravel, con la sua intensa e ripetitiva melodia, ha fornito un contesto emotivo potente per un atto così significativo.

Il Teatro alla Scala, noto per la sua eccellenza artistica e il suo prestigio, si è trasformato in un palcoscenico non solo per l’arte, ma anche per un messaggio di giustizia e umanitĂ . La presenza di Roberto Bolle, figura di spicco nel mondo della danza, ha ulteriormente amplificato l’importanza di questo evento. La sua interpretazione è stata accompagnata da un gesto che ha unito i ballerini in un simbolo di unitĂ  e di sostegno verso una causa che, secondo molti, merita attenzione e azione.

Reazioni del pubblico e dei media

L’azione dei ballerini ha generato una reazione immediata nel pubblico presente, che ha risposto con un applauso scrosciante e un sostegno visibile. Questo gesto ha colpito non solo gli spettatori in sala, ma ha anche attirato l’attenzione dei media, che hanno riportato l’evento come un esempio di come l’arte possa essere utilizzata per esprimere posizioni politiche e sociali.

Le reazioni sui social media sono state altrettanto significative, con molti utenti che hanno elogiato il coraggio dei ballerini e la loro capacitĂ  di utilizzare la danza come forma di protesta. L’azione ha suscitato dibattiti su come le istituzioni culturali possano e debbano affrontare questioni sociali e politiche, e su quale sia il ruolo degli artisti in questi contesti.

In un’epoca in cui la sensibilizzazione verso i diritti umani è cruciale, il gesto dei ballerini del Teatro alla Scala si inserisce in un piĂą ampio dibattito su come l’arte possa contribuire a portare alla luce questioni importanti e urgenti. La performance ha dimostrato che, oltre a intrattenere, l’arte ha la capacitĂ  di ispirare e mobilitare le persone su temi di rilevanza globale.

La serata si è conclusa con un forte senso di comunità tra il pubblico e gli artisti, uniti nella condivisione di un messaggio di pace e giustizia. La danza, in questo caso, ha superato il suo ruolo tradizionale, diventando un potente strumento di espressione e di advocacy.

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