Russia: analisi dei raid aerei in Ucraina mentre Kiev affronta il buio invernale

Rosita Ponti

Ottobre 11, 2025

Centinaia di migliaia di abitazioni sono state immerse nell’oscurità, privando i civili di acqua e corrente elettrica. Questa è l’ultima e drammatica conseguenza del conflitto in Ucraina, che si avvicina all’inverno, mettendo a dura prova la popolazione per il terzo anno consecutivo. Le difficoltà erano già evidenti nei mesi autunnali degli anni passati.

Attacchi russi alle infrastrutture energetiche

La Russia ha intensificato i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, lasciando al buio anche la capitale Kiev e diverse regioni tra cui Donetsk, Chernihiv, Cherkasy, Kharkiv, Sumy, Poltava, Odessa, Dnipro e Zaporizhzhia. Nella notte del 19 maggio 2023, oltre 450 droni e 30 missili hanno colpito queste aree, causando la morte di un bambino di sette anni e ferendo almeno 33 persone. Questo bilancio drammatico si ripete quotidianamente, mentre l’offensiva aerea russa continua a non mostrare segni di rallentamento, concentrandosi prevalentemente sui cieli ucraini.

La guerra in stallo e l’industria dei droni

Le immagini di soldati in trincea sono diventate rare, mentre il conflitto tra Russia e Ucraina sembra essersi bloccato su una linea di fronte instabile. Le offensive di terra e i carri armati sono sempre meno visibili, mentre entrambi i paesi continuano a produrre droni in quantità considerevoli. Le fabbriche ucraine e russe stanno producendo droni di diverse dimensioni e potenza, aumentando così la loro capacità bellica.

Richieste di Zelensky per aiuti e sanzioni

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l’importanza di azioni concrete da parte degli Stati Uniti, dell’Europa e del G7 per fornire supporto in termini di difesa aerea e sanzioni. Ha sottolineato la necessità di utilizzare gli asset russi congelati per finanziare la ricostruzione della rete energetica ucraina. In un colloquio con Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, Zelensky ha evidenziato che esistono soluzioni, ma è necessaria una volontà politica forte in Europa.

Gravità degli attacchi russi

Tra il 19 e il 20 maggio 2023, si è verificato uno dei più devastanti attacchi russi contro la rete elettrica ucraina. Maksym Timchenko, CEO della Dtek, la principale azienda energetica privata del Paese, ha dichiarato che l’attacco ha rappresentato una grave escalation nella campagna russa contro il sistema energetico, infliggendo danni significativi alle centrali termoelettriche. Le avverse condizioni meteorologiche hanno consentito a molti droni russi di eludere le difese aeree ucraine, rendendo l’operazione ancora più letale.

Nel pomeriggio del 19 maggio, il ministro dell’energia ucraino ha comunicato che l’elettricità è stata ripristinata in circa 270.000 abitazioni a Kiev. Tuttavia, alcune aree dell’est e del sud del Paese continuano a soffrire la mancanza di energia elettrica. Il timore è che, come negli anni precedenti, milioni di ucraini possano rimanere senza riscaldamento durante l’inverno. Secondo fonti di Bloomberg, i raid russi del 3 ottobre hanno distrutto il 60% della produzione di gas del Paese, costringendo Kiev a considerare l’importazione di circa 4,4 miliardi di metri cubi di gas entro la fine di marzo per affrontare il freddo invernale.

Pressione internazionale e diplomatiche incertezze

Le parole di Zelensky sono accompagnate dalla richiesta di decisioni rapide sugli asset russi. I Paesi del formato E3, ovvero Francia, Germania e Regno Unito, hanno espresso la loro disponibilità a esercitare pressione su Vladimir Putin per l’utilizzo dei beni sovrani russi congelati. Tuttavia, nonostante le promesse di nuove sanzioni contro Mosca da parte degli Stati Uniti, i fatti tardano ad arrivare, mentre i rapporti tra Putin e il presidente statunitense Donald Trump oscillano tra alti e bassi.

La diplomazia si trova in un punto morto, con la minaccia dei missili Tomahawk che Washington potrebbe inviare all’Ucraina per colpire obiettivi in Russia. Putin ha avvertito che tale fornitura rappresenterebbe un colpo ai rapporti tra Mosca e Washington, aggiungendo che la risposta russa sarebbe un rafforzamento delle proprie difese aeree.

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