Attacco russo a un convoglio dell’Onu: un italiano coinvolto, Tajani rassicura sull’illeso

Rosita Ponti

Ottobre 15, 2025

Ieri pomeriggio, un convoglio di aiuti umanitari delle Nazioni Unite è stato colpito da un bombardamento russo nella cittadina di Bilozerka, situata nella regione di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Fortunatamente, l’attacco non ha causato né morti né feriti, come riferito dalle autorità locali. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha condannato l’episodio, definendolo “totalmente inaccettabile”. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha confermato che nel convoglio si trovava anche un funzionario italiano, il quale è rimasto illeso.

Condanna degli attacchi contro operatori umanitari

Il capo della Farnesina ha espresso la sua indignazione per gli attacchi rivolti a civili, ospedali e ora anche operatori umanitari. “Gli operatori umanitari sono protetti dal diritto internazionale umanitario e non dovrebbero mai essere attaccati”, ha dichiarato Matthias Schmale, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l’Ucraina. L’attacco al convoglio, composto da quattro camion, è avvenuto in una zona di conflitto tra le forze ucraine e russe, con bombardamenti reciproci che si verificano quasi quotidianamente.

Il governatore della regione di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha descritto l’attacco come un atto deliberato, accusando le forze russe di “terrorismo”. Secondo le informazioni fornite dal governatore, un veicolo del convoglio ha preso fuoco e un altro è stato gravemente danneggiato. Jacqueline Mahon, funzionaria del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), ha spiegato che il convoglio trasportava 800 pacchi individuali contenenti beni di prima necessità per anziani, donne e ragazze, in una regione dove molti residenti, in particolare gli anziani, non possono muoversi a causa dei bombardamenti e dipendono dagli aiuti umanitari per la loro sopravvivenza.

Le conseguenze del conflitto nella regione di Kherson

Nella stessa regione, la Procura ucraina ha denunciato l’uccisione di tre civili, due donne e un uomo, a causa di bombardamenti di artiglieria russi. In un contesto simile, il governatore della regione russa di Kursk ha accusato le forze ucraine di aver ucciso una donna in un attacco con drone su un’auto nel villaggio di Beltsa. Questi eventi evidenziano l’escalation della violenza e la continua sofferenza dei civili coinvolti nel conflitto.

Nel frattempo, il Cremlino ha accolto con favore l’annuncio di Donald Trump, fatto lunedì alla Knesset, riguardo alla volontà di concentrarsi sui negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina, dopo l’accordo per Gaza. Tuttavia, i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono complicati dalla possibilità che Washington fornisca missili da crociera Tomahawk a Kiev. Questi missili, con un raggio d’azione di 2.500 chilometri, potrebbero colpire obiettivi strategici in Russia, inclusa Mosca e San Pietroburgo.

Trump ha menzionato l’idea di inviare questi missili in Ucraina come strumento di pressione su Vladimir Putin per favorire la pace. In un incontro programmato per venerdì a Washington con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si discuterà di questo tema. Fonti del Financial Times indicano che gli Stati Uniti non sarebbero in grado di consegnare più di 20-50 missili, un numero che non cambierebbe in modo decisivo le dinamiche del conflitto, secondo quanto affermato da un analista contattato dal quotidiano.

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