Bancarotta fraudolenta e indebita percezione di fondi pubblici: otto arresti cautelari

Veronica Robinson

Ottobre 15, 2025

Nella mattinata del 2 maggio 2025, circa 100 agenti della Polizia di Stato, supportati da unità specializzate, hanno avviato un’importante operazione in diverse regioni italiane, tra cui Emilia Romagna, Calabria, Lazio e Campania. L’operazione è stata coordinata dalla Procura distrettuale di Bologna e ha portato all’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare e di un decreto di sequestro preventivo. L’azione si è concentrata su un’associazione per delinquere con base a Bologna, accusata di reati gravi come bancarotta fraudolenta, truffa e riciclaggio, con legami diretti con la cosca mafiosa dei PIROMALLI e MOLÈ.

Indagini e sviluppi dell’operazione

Le indagini, iniziate nel 2021, sono state condotte dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (SISCO) e dalla Squadra Mobile di Bologna, con il supporto del Centro Operativo della DIA di Bologna per gli aspetti economico-finanziari. Grazie a una serie di accertamenti tecnici e finanziari, gli investigatori hanno scoperto un sodalizio criminale composto principalmente da individui con precedenti penali di origine calabrese, con forti legami con la criminalità organizzata. Questo gruppo ha operato nel territorio emiliano e laziale, cercando opportunità di investimento illegali, in particolare nella Capitale.

L’operazione, denominata BONONIA GATE, ha rivelato che l’associazione aveva creato e gestito almeno 9 società, utilizzando prestanomi per mascherare le attività illecite. Queste aziende, con sede legale o operativa a Bologna e Roma, sono state costituite per ottenere finanziamenti statali e mutui agevolati attraverso pratiche fraudolente, come la manipolazione di bilanci e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Grazie a queste manovre, l’organizzazione ha ricevuto indebitamente circa 1,5 milioni di euro dal Mediocredito Centrale, causando un danno erariale significativo.

Meccanismi di frode e gestione delle aziende

Le aziende coinvolte nell’operazione BONONIA GATE sono state utilizzate per perpetrare truffe e, una volta incassati i finanziamenti, venivano destinate a un rapido fallimento. Prima di chiudere, i conti correnti venivano svuotati e i beni mobili e immobili venivano alienati o distratti attraverso azioni di riciclaggio. Questo ciclo di frode ha permesso all’organizzazione di continuare le proprie attività illecite senza destare sospetti.

Il coordinamento delle operazioni fraudolente era garantito dalla complicità di due commercialisti, uno a Bologna e l’altro a Roma, che fungevano da consulenti per l’associazione criminale. Questi professionisti, pur non essendo direttamente coinvolti nel crimine, fornivano assistenza e suggerimenti su come eludere la legge. In particolare, il commercialista di Bologna ha ricevuto misure cautelari, tra cui l’obbligo di dimora e il divieto di esercitare la professione contabile per un anno.

Implicazioni e reazioni

L’operazione ha suscitato un forte impatto sia a livello locale che nazionale, evidenziando la necessità di un’azione coordinata contro la criminalità organizzata e le frodi economiche. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di continuare a monitorare e combattere queste attività illecite per proteggere l’economia legittima e garantire la sicurezza dei cittadini. La lotta contro la mafia e le sue infiltrazioni nel tessuto economico rimane una priorità per le forze dell’ordine, che continueranno a lavorare per smantellare reti criminali come quella emersa nell’operazione BONONIA GATE.

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