Il sindaco di Castel D’Azzano, Elena Guadagnini, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo alla situazione dei tre fratelli Ramponi, sottolineando come questi ultimi non abbiano mai cercato supporto. Secondo Guadagnini, i fratelli “non erano seguiti, non si erano mai rivolti al Comune per chiedere aiuto. Erano chiusi in loro stessi, isolati”. Questa affermazione è emersa in un contesto in cui la comunità locale ha cercato di comprendere le difficoltà vissute dalla famiglia.
Manifestazione di disagio al comune
Nel corso del 2024, per la prima volta, i Ramponi hanno manifestato il loro disagio al Comune. “In quell’occasione ci siamo mossi noi”, ha continuato il sindaco, evidenziando gli sforzi dell’amministrazione per supportarli. “Li abbiamo convocati, abbiamo inviato raccomandate e abbiamo cercato di coinvolgerli, dimostrando la nostra disponibilità ad aiutarli. Tuttavia, hanno sempre rifiutato”. Questo rifiuto ha complicato ulteriormente la situazione, rendendo difficile per le autorità locali intervenire in modo efficace.
Tentativo di avvicinamento
Guadagnini ha descritto un tentativo di avvicinamento attraverso un “piccolo stratagemma” che ha permesso di contattare Maria Luisa, una delle sorelle. La dottoressa, assistente sociale del Comune, è riuscita a stabilire un rapporto di fiducia con la signora Ramponi. “Abbiamo tentato un rapporto di mediazione con le autorità preposte che stavano seguendo la vicenda”, ha spiegato il sindaco. Nonostante gli sforzi, i colloqui proposti alla signora Maria Luisa non hanno portato i risultati sperati. “Lei è rimasta sempre fredda e ferma sulla sua posizione, uguale a quella dei fratelli: quella di non lasciare la loro casa”, ha concluso Guadagnini.
Interrogativi sulla capacità delle istituzioni
La questione dei Ramponi ha sollevato interrogativi sulla capacità delle istituzioni di intervenire in situazioni di isolamento e disagio, evidenziando la necessità di una maggiore sensibilizzazione e di strategie più efficaci per raggiungere chi si trova in difficoltà . La comunità di Castel D’Azzano continua a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, sperando in un esito positivo per i tre fratelli.
