Gaza: 44 vittime ieri, Hamas restituisce 4 corpi. Israele frena sugli aiuti.

Rosita Ponti

Ottobre 15, 2025

Oggi, 15 gennaio 2025, il gruppo militante Hamas ha annunciato la restituzione di altri quattro corpi di ostaggi deceduti, portando il totale a dodici, mentre rimangono ancora sedici salme da restituire. In risposta a queste operazioni, il governo israeliano ha deciso di chiudere il valico di Rafah, bloccando così l’ingresso di aiuti umanitari fino a quando tutti i corpi non saranno stati restituiti.

Riapertura del valico di rafah per gli aiuti umanitari

Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Kan, le autorità israeliane avrebbero deciso di riaprire il valico di Rafah per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Questa decisione è stata presa in seguito all’accelerazione della restituzione dei corpi da parte di Hamas. Il quotidiano Times of Israel ha confermato che le sanzioni inizialmente previste, che avrebbero incluso la chiusura del valico e limitazioni agli aiuti, sono state annullate.

Il sudafrica mantiene la denuncia di genocidio contro israele

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha confermato che il Sudafrica continuerà a perseguire la denuncia di genocidio contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia. Questa denuncia, presentata il 29 dicembre 2023, non sarà ritirata, nonostante l’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite, ha espresso supporto per l’iniziativa sudafricana, sottolineando l’importanza di una pace che rispetti i diritti umani e garantisca giustizia.

Avvertimenti di netanyahu a hamas

In un’intervista con CBS, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito Hamas di disarmarsi, affermando che il mancato rispetto di questa condizione potrebbe portare a conseguenze gravi. Netanyahu ha dichiarato che la possibilità di pace esiste, ma è subordinata al disarmo del gruppo militante. Ha inoltre avvertito che la continuazione del potere di Hamas a Gaza porterebbe a una situazione esplosiva.

Hamas pronta a consegnare armi pesanti

Hamas ha manifestato la disponibilità a consegnare le sue armi pesanti, come razzi e missili, a un ente governativo palestinese o a stati arabi, ma ha insistito nel mantenere le armi leggere per scopi di autodifesa. Questa informazione è stata diffusa dal media statunitense Axios, citando fonti informate. La posizione di Hamas arriva dopo le minacce del presidente Donald Trump di disarmare il gruppo se non provvederà autonomamente.

Restituzione dei corpi di ostaggi

Hamas ha confermato che oggi procederà con la restituzione di altri quattro corpi di ostaggi deceduti. Questo trasferimento, se avverrà, porterà il numero totale di corpi restituiti a dodici, mentre rimarranno ancora sedici corpi nella Striscia di Gaza. Hamas ha giustificato il ritardo nella restituzione, affermando che alcuni corpi sono intrappolati sotto le macerie di edifici distrutti durante i bombardamenti.

La croce rossa conferma la consegna

La Croce Rossa ha confermato il trasferimento dei quattro corpi da Hamas alle forze israeliane, descrivendo l’operazione come conforme all’accordo di cessate il fuoco. Questo passaggio rappresenta un importante sviluppo nel contesto della restituzione degli ostaggi.

Smotrich annuncia piani per insediamenti a gaza

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che Israele prevede di stabilire insediamenti ebraici a Gaza, nonostante l’accordo di cessate il fuoco. Smotrich ha affermato che senza insediamenti non ci sarà sicurezza e ha espresso fiducia nel futuro, sottolineando l’importanza della determinazione e della fede nel raggiungimento di obiettivi a lungo termine.

Situazione umanitaria a gaza

Secondo quanto riportato da al Jazeera, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 44 morti e 29 feriti a Gaza a causa delle operazioni israeliane. Il ministero della Sanità della Striscia ha confermato che molti corpi sono stati estratti dalle macerie, ma altri restano intrappolati.

Selezione di tecnici palestinesi per la gestione postbellica di gaza

Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha annunciato che quindici tecnici palestinesi sono stati selezionati per gestire l’Amministrazione della Striscia di Gaza dopo il conflitto. Questi nomi sono stati approvati sia da Israele che da Hamas, e il piano prevede un supporto per la ricostruzione della regione.

Chiusura temporanea del valico di rafah

Israele ha deciso di chiudere il valico di Rafah anche per domani, limitando ulteriormente gli aiuti umanitari fino a quando non saranno restituiti tutti i corpi degli ostaggi. Questa misura è stata adottata su consiglio delle forze di sicurezza israeliane, che affermano che Hamas non sta compiendo sforzi significativi per localizzare i corpi.

Richiesta della croce rossa per una gestione dignitosa dei corpi

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha affermato che il processo di restituzione dei corpi sarà complesso e potrebbe richiedere tempo. Il portavoce ha sottolineato che è fondamentale garantire una gestione dignitosa delle salme, data la delicatezza della situazione.

Valutazione della distruzione a gaza

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ha dichiarato che oltre l’80% degli edifici a Gaza è stato distrutto o danneggiato. Le operazioni di sgombero sono già iniziate, ma la presenza di ordigni inesplosi rende il lavoro estremamente difficile.

Dispiegamento di miliziani e polizia di hamas a gaza

Hamas ha iniziato a schierare combattenti e polizia in diverse aree di Gaza, cercando di riaffermare la propria autorità dopo l’accordo di cessate il fuoco. Tuttavia, ci sono segnalazioni di scontri tra le forze di Hamas e gruppi locali, sollevando preoccupazioni sulla stabilità della situazione.

Richiesta dell’unrwa per l’ingresso di giornalisti internazionali

L’Unrwa ha chiesto che i giornalisti internazionali possano entrare liberamente a Gaza per documentare la situazione e sostenere il lavoro dei giornalisti palestinesi. Il capo dell’agenzia ha sottolineato l’importanza di garantire assistenza umanitaria e promuovere la pace attraverso la giustizia.

Vertice al cairo per la ricostruzione di gaza

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato un vertice al Cairo a novembre per discutere la ricostruzione di Gaza. L’incontro mira a costruire sullo slancio generato dai recenti sviluppi e a coordinare gli sforzi internazionali per il recupero della regione.

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