Gianluca Soncin, 52 anni, accusato dell’omicidio di Pamela Genini: un passato di truffe e comportamenti inquietanti

Veronica Robinson

Ottobre 15, 2025

Un’azione drammatica ha scosso Milano, dove Gianluca Soncin, di 52 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la compagna Pamela Genini, di 29 anni, attraverso un attacco con numerosi colpi di coltello. L’episodio è avvenuto all’interno del loro appartamento situato in via Iglesias. Le indagini della Procura hanno rivelato dettagli inquietanti, suggerendo che l’omicidio possa essere stato premeditato, avendo Soncin portato il coltello da casa. La vita di Soncin è segnata da precedenti penali, inclusa un’arresto per truffa internazionale, e comportamenti che sollevano interrogativi su una possibile escalation di violenza.

Una relazione segnata da conflitti e intimidazioni

La relazione tra Gianluca Soncin e Pamela Genini si era sviluppata nel corso di circa un anno, caratterizzata da tensioni e conflitti. Fonti investigative segnalano che la convivenza era segnata da episodi di violenza verbale e minacce, con vicini che hanno testimoniato frequenti litigi e urla provenienti dall’appartamento. Pamela, in più di un’occasione, si sarebbe trovata costretta a contattare le forze dell’ordine per richiedere aiuto, pur senza mai formalizzare una denuncia contro il compagno.

Recentemente, durante una vacanza all’Isola d’Elba, Pamela avrebbe espresso la volontà di interrompere la relazione. In un gesto di controllo e intimidazione, Soncin avrebbe minacciato di fare del male al cane della giovane. Anche a Milano, il comportamento dell’uomo ha destato preoccupazione: ha ripetutamente citofonato ai condomini per farsi aprire, creando disagio tra gli inquilini. In almeno un caso, Pamela ha contattato il 112 per segnalare la presenza insistente di Soncin all’esterno dell’edificio.

Il profilo di Gianluca Soncin: da truffatore a omicida

Originario di Biella, Gianluca Soncin ha un passato che lo lega alle forze dell’ordine. Circa quindici anni fa, fu arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Termini Imerese, che mirava a smantellare un’organizzazione che si occupava della vendita fraudolenta di auto di lusso tra Germania e Italia. L’operazione prevedeva l’uso di società fittizie per evadere l’IVA, con Soncin che ricopriva il ruolo di intermediario. Attualmente, non sono noti i dettagli conclusivi di quel procedimento legale, ma l’arresto è confermato da diverse fonti di stampa.

Questo passato, unito alle recenti accuse di omicidio, dipinge un quadro complesso di un uomo che ha mostrato segnali preoccupanti nel suo comportamento. Gli inquirenti stanno attualmente approfondendo la questione per comprendere meglio le dinamiche che hanno portato a questo tragico evento.

I segnali ignorati prima del crimine

Le indagini hanno rivelato che, nonostante l’assenza di denunce formali, vi erano segnali evidenti di una situazione di pericolo per Pamela Genini. La giovane donna aveva condiviso con amici e familiari il suo stato di paura e la sensazione di essere sotto pressione. I comportamenti di Soncin, che spaziavano dalle intimidazioni verbali alla sua presenza costante nei luoghi frequentati da Pamela, sono ora considerati elementi significativi per sostenere l’accusa di atti persecutori.

Questo caso riporta l’attenzione sulla difficoltà che molte donne affrontano nel formalizzare situazioni di abuso, prima che si trasformino in tragedie. La Procura ha sottolineato che, in mancanza di denunce o referti, non sempre è possibile attuare misure di protezione tempestive, anche quando si registrano comportamenti allarmanti. Attualmente, si attende la decisione della magistratura sulla convalida del fermo e sulla custodia cautelare in carcere per Soncin, mentre le indagini continuano per chiarire il movente e le circostanze dell’aggressione.

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