Italia-Israele, tensioni a Udine tra manifestanti pro-Pal e polizia: due tentativi di invasione bloccati

Rosita Ponti

Ottobre 15, 2025

Tensione e conflitti hanno caratterizzato la giornata di ieri, 25 marzo 2025, allo stadio Friuli di Udine, in occasione della partita tra Italia e Israele. Un vasto corteo a sostegno della causa palestinese ha mobilitato circa 10.000 manifestanti, che inizialmente hanno sfilato in modo pacifico. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata quando, giunti in piazza Primo Maggio, un gruppo di circa cento persone ha tentato di oltrepassare il cordone di sicurezza allestito dalle forze dell’ordine, con l’intento di avvicinarsi all’impianto sportivo.

Gli scontri e l’intervento delle forze dell’ordine

La tensione è aumentata e gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine sono proseguiti per oltre un’ora. Poliziotti e carabinieri, equipaggiati per gestire situazioni di emergenza, hanno risposto all’aggressione dei manifestanti, i quali hanno utilizzato transenne, segnali stradali, pezzi di legno, pietre e sassi per attaccare le forze di sicurezza. Non sono mancati anche lanci di petardi e fumogeni, mentre alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme nel corso delle violenze. Almeno 15 manifestanti sono stati arrestati durante gli scontri, che hanno suscitato preoccupazione e allerta nella città friulana.

Il clima di ostilità durante la partita

Il clima di ostilità non si è placato nemmeno durante l’incontro sportivo. All’inizio della partita, l’inno israeliano è stato accolto da fischi da parte di alcuni settori del pubblico, sebbene gli applausi di altri tifosi abbiano tentato di coprire il disappunto. La tensione ha continuato a farsi sentire, con due tentativi di invasione del campo sventati dalle forze di sicurezza. La polizia ha dovuto mantenere un alto livello di vigilanza per garantire la sicurezza di tutti i presenti, mentre i tifosi cercavano di godersi l’evento sportivo in un contesto così carico di emozioni e proteste.

La giornata a Udine ha messo in evidenza le divisioni sociali e politiche che continuano a permeare il dibattito pubblico, evidenziando come eventi sportivi possano diventare un terreno di scontro per questioni più ampie. La risposta delle autorità e la gestione della situazione saranno oggetto di analisi nei prossimi giorni, mentre il mondo del calcio si interroga su come affrontare tali dinamiche in futuro.

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