A seguito degli scontri avvenuti la sera del 5 aprile 2025 a Udine, al termine della manifestazione Pro Palestina, la Polizia ha condotto in Questura 15 persone, tutti cittadini comunitari, di cui 9 uomini e 6 donne. Per questi individui è stato emesso un foglio di via dalla città . Due di loro sono stati arrestati: un uomo è accusato di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, ed è già noto alle forze dell’ordine. A causa dei suoi precedenti, è stato portato in carcere. Un secondo individuo è attualmente agli arresti domiciliari per la stessa accusa. La notizia è stata confermata dal questore di Udine, Pasquale Antonio de Lorenzo.
Feriti tra le forze dell’ordine e i giornalisti
Durante gli scontri, si sono registrati 11 feriti tra il personale delle forze dell’ordine. Sei poliziotti sono stati trasportati al pronto soccorso, mentre altri quattro hanno scelto di recarsi autonomamente all’ospedale di Latisana per ricevere assistenza medica. Gli accertamenti sono attualmente in corso. Questo bilancio include anche due giornalisti feriti, ai quali de Lorenzo ha espresso la solidarietà delle forze di polizia.
Violazioni durante la partita
All’interno dello stadio Friuli, durante la partita, sono state segnalate circa 10 violazioni al regolamento d’uso per l’esposizione della bandiera della Palestina. Inoltre, sono stati deferiti, in stato di libertà , due uomini e una donna. I due uomini hanno tentato un’invasione di campo, ma sono stati prontamente fermati dagli steward. La donna, dopo aver invaso il campo, ha aggredito il personale di polizia, portando alla sua denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
Scontri prolungati e aggressioni ai giornalisti
Le tensioni sono continuate per le strade di Udine, dove alcuni gruppi di manifestanti pro Palestina hanno ingaggiato scontri con la polizia, nonostante la manifestazione fosse ufficialmente conclusa e la partita fosse iniziata. Le barriere e le transenne sono state spostate, mentre venivano lanciati sassi, bottiglie e pezzi di grondaie. In risposta, la polizia ha utilizzato lacrimogeni e idranti per disperdere la folla, monitorando la situazione anche con elicotteri.
La situazione si è rivelata critica, con un secondo camion di idranti impiegato per disperdere i manifestanti. In questo contesto, ci sono state aggressioni ai giornalisti delle emittenti locali. Uno di loro è rimasto gravemente ferito ed è attualmente ricoverato in ospedale, ma non sarebbe in pericolo di vita. La dinamica esatta di quanto accaduto deve ancora essere ricostruita con precisione. Anche Elisa Dossi, giornalista di Rainews24, ha subito una ferita a una gamba durante gli eventi.
La posizione della Rai
In una nota ufficiale, la Rai ha espresso la propria condanna nei confronti di ogni forma di violenza avvenuta a Udine durante il corteo pro Palestina. La nota sottolinea come Elisa Dossi sia stata colpita da una pietra mentre svolgeva il suo lavoro di cronaca all’esterno dello stadio, in occasione della partita tra Italia e Israele. La Rai ha dichiarato che la collega è stata prontamente soccorsa e si trova al pronto soccorso di Udine per ricevere le cure necessarie. L’emittente ha espresso solidarietà a Dossi e a tutti i professionisti dell’informazione, sottolineando che la violenza non deve mai essere utilizzata come forma di espressione o protesta.
