Eredità Agnelli: si infittisce il mistero sulla data del testamento

Veronica Robinson

Ottobre 16, 2025

Il documento dattiloscritto, composto da quattro pagine e mai ufficialmente convalidato da Gianni Agnelli, reca la data del 14 novembre 2000. Questa data è significativa poiché precede di un giorno la tragica morte di Edoardo Agnelli, avvenuta quando il giovane si è lanciato nel vuoto da un viadotto dell’autostrada Torino-Savona. Si tratta di un testamento che potrebbe ridefinire le volontà dell’Avvocato, il quale, tra le righe di questo scritto, avrebbe inteso includere il suo primogenito nell’eredità. Già nel testamento olografo del 1998, Gianni Agnelli aveva destinato al figlio il 25% della Dicembre Società Semplice, considerata la cassaforte di famiglia.

Scoperta del documento e indagini

Questo documento, rimasto solo una bozza, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza durante una perquisizione nello studio dell’avvocato Franzo Grande Stevens. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’indagine per frodi fiscali e truffa ai danni dello Stato, che ha coinvolto i membri della famiglia Elkan: John, Lapo e Ginevra. Nella seconda pagina del documento, si legge: “Il signor Giovanni Agnelli dona al signor Edoardo Agnelli – che accetta – la nuda proprietà e l’usufrutto generale vitalizio di una quota di 5 miliardi della Dicembre Società Semplice“.

Implicazioni familiari e patrimoniali

Questa scoperta riaccende l’attenzione sulle dynamics familiari e patrimoniali che hanno caratterizzato la famiglia Agnelli, un clan noto per la sua influenza nel panorama imprenditoriale italiano. Le implicazioni legali e morali di un simile testamento, mai portato a termine, pongono interrogativi sulla gestione dell’eredità e sul futuro della Dicembre Società Semplice. La questione si complica ulteriormente alla luce delle recenti indagini, che hanno sollevato polveroni su pratiche fiscali e sulla trasparenza delle operazioni economiche della famiglia.

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