Il 16 ottobre 2025, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, Papa Leone XIV ha pronunciato un discorso significativo presso la sede della Fao a Roma, evidenziando l’urgenza di affrontare la crisi alimentare globale. Il Pontefice ha esortato le nazioni a “mobilitare tutte le energie disponibili, in uno spirito di solidarietà, affinché nel mondo a nessuno manchi il cibo necessario, sia in quantità sia in qualità”. Questa affermazione sottolinea la necessità di garantire la dignità umana e promuovere uno sviluppo sostenibile, richiamando l’attenzione su come la fame costringa molte persone a lasciare le proprie case e ostacoli il dialogo tra i popoli.
Intervento di Leone XIV
Nel suo intervento, Leone XIV ha messo in evidenza il traguardo dell’Agenda 2030, avvertendo che il raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero richiede un impegno concreto e non solo dichiarazioni formali. “A cinque anni dal completamento dell’Agenda 2030, dobbiamo ricordare con forza che raggiungere l’obiettivo Fame Zero sarà possibile solo se ci sarà una volontà reale di farlo”, ha affermato il Papa, sottolineando l’importanza di un’azione collettiva.
La lotta contro la fame
Il Pontefice ha espresso la sua fiducia nel fatto che, se si riuscirà a sconfiggere la fame, la pace diventerà il terreno fertile per il bene comune di tutte le nazioni. Ha evidenziato che la lotta contro i “mali” della fame e della malnutrizione non è compito esclusivo di imprenditori, funzionari o politici, ma coinvolge tutti. “È un problema alla cui soluzione tutti dobbiamo contribuire: agenzie internazionali, governi, istituzioni pubbliche, Ong, entità accademiche e società civile”, ha dichiarato, aggiungendo che ogni individuo deve percepire la sofferenza altrui come una questione personale.
Chiamata all’azione
“Chi patisce la fame non è un estraneo. È mio fratello e devo aiutarlo senza indugio”, ha concluso Leone XIV, sottolineando il valore della solidarietà e della responsabilità collettiva nella lotta contro la fame nel mondo. La sua chiamata all’azione si configura come un invito a tutti a non rimanere indifferenti di fronte a una delle sfide più gravi del nostro tempo.
