Istat: più di 430mila ragazzi sotto i 16 anni vivono insicurezza alimentare

Veronica Robinson

Ottobre 16, 2025

In Italia, oltre 430.000 giovani di età inferiore ai 16 anni affrontano il problema dell’insicurezza alimentare. Questo dato allarmante emerge da un rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), reso pubblico il 16 ottobre 2025, in coincidenza con la Giornata Internazionale dell’Alimentazione e dell’Agricoltura. Secondo l’analisi, i minori più vulnerabili si trovano nel Mezzogiorno, dove il tasso di insicurezza alimentare raggiunge il 8,7%. Le famiglie monogenitoriali sono particolarmente colpite, con un’incidenza del 7,8%, così come quelle in cui il titolo di studio più elevato dei genitori è la licenza media inferiore, che presenta un tasso del 17,9%.

Trend dell’insicurezza alimentare in Italia

Nel 2024, l’insicurezza alimentare moderata o grave ha colpito in modo più significativo il 2,4% delle persone con limitazioni nelle attività quotidiane a causa di problemi di salute, rispetto all’1% di coloro che non presentano tali limitazioni. Questi dati suggeriscono che le difficoltà economiche e fisiche influiscono notevolmente sulla capacità di accesso a un’alimentazione adeguata.

L’analisi dell’Istat rivela anche un aspetto positivo: tra il 2014 e il 2024, si è registrata una progressiva diminuzione della percentuale di popolazione che non ha accesso a risorse sufficienti per acquistare cibo. Nel 2024, questo tasso è sceso al 2,7%, rispetto all’8,9% del 2014. Questa riduzione indica che, sebbene il problema dell’insicurezza alimentare sia ancora presente, ci sono segnali di miglioramento nella situazione economica generale.

Definizione e implicazioni dell’insicurezza alimentare

L’insicurezza alimentare è definita dalla Food and Agriculture Organization (Fao), che quest’anno celebra i suoi 80 anni di attività, come la condizione in cui le persone non possono accedere a un’alimentazione sana e nutriente, a causa di limitazioni fisiche o economiche. Questo fenomeno non riguarda solo la mancanza di cibo, ma si estende anche alla qualità nutrizionale degli alimenti, alle preferenze alimentari e agli aspetti sociali legati all’alimentazione.

L’insicurezza alimentare, quindi, rappresenta una questione complessa e multidimensionale, che richiede interventi mirati e strategie di supporto per garantire che tutti, in particolare i gruppi più vulnerabili, possano accedere a cibi sani e adeguati. La Fao sottolinea l’importanza di affrontare non solo la disponibilità di cibo, ma anche le barriere economiche e sociali che impediscono a molti di nutrirsi in modo corretto e salutare.

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