Italiani longevi, ma 3,8 milioni vivono in cattiva salute e non autonomi

Veronica Robinson

Ottobre 16, 2025

Gli italiani godono di un’aspettativa di vita di 83,4 anni, ma questo dato positivo si scontra con una realtà preoccupante riguardo alla salute. Secondo un’analisi condotta dallIstat e presentata il 13 maggio 2025 durante l’evento “Investing for Healthy Ageing”, organizzato da MSD a Roma, la vita in buona salute per gli uomini termina mediamente a 60 anni, mentre per le donne a 57 anni.

Situazione della salute degli anziani

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che 6,4 milioni di persone over 65 affrontano difficoltà nella cura personale e nelle attività quotidiane, mentre 3,8 milioni di anziani vedono ridotta la loro autonomia. Michele Conversano, presidente di Happy Ageing, ha evidenziato come l’Italia, pur essendo tra i Paesi più longevi al mondo, nasconda un problema serio: gli ultimi anni di vita sono spesso caratterizzati da condizioni di salute precarie. “Non basta vivere a lungo, bisogna vivere bene”, ha affermato Conversano, sottolineando l’urgenza di adottare misure concrete e una strategia di longevità sana che inizi prima della vecchiaia. La prevenzione, secondo il presidente, deve diventare una priorità nelle politiche sanitarie, con investimenti continui e strutturati.

Coperture vaccinali nella popolazione anziana

Uno dei punti critici è rappresentato dalle basse coperture vaccinali nella popolazione adulta e anziana. I dati aggiornati ad agosto 2025 mostrano che, nonostante un obiettivo minimo del 75% per la vaccinazione antinfluenzale, la copertura nella popolazione anziana è ferma al 52,5%, mentre nella popolazione generale scende al 19,6%. La situazione è simile per il vaccino anti-pneumococcico, per il quale non esistono dati nazionali sulle coperture vaccinali nella popolazione adulta, sebbene alcune Regioni evidenzino una bassa adesione.

Minacce per la salute pubblica

Giancarlo Icardi, Professore Ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova, ha commentato che le patologie causate dal pneumococco rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica, in particolare per le persone anziane, che corrono un alto rischio di complicazioni gravi. Icardi ha sottolineato l’importanza di garantire l’accesso a nuovi vaccini, che offrono una protezione più ampia e specifica contro i ceppi emergenti nella popolazione anziana. La necessità di un intervento tempestivo è quindi cruciale per migliorare la salute degli anziani in Italia.

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