AgenPress. Il 12 dicembre 2025, l’Uruguay ha compiuto un passo significativo nel riconoscimento dei diritti individuali approvando una legge che regola il fine vita. Questa normativa consente l’eutanasia in specifiche condizioni, una decisione che ha suscitato un ampio dibattito nel paese sudamericano.
Il Senato uruguaiano ha approvato la legge con un voto favorevole di 20 su 31 membri presenti, confermando la volontà della maggioranza. La Camera dei Rappresentanti aveva già dato il proprio assenso nel mese di agosto, anticipando così il dibattito finale in Senato. La coalizione di partiti di sinistra, che detiene la maggioranza nel Senato, ha giocato un ruolo cruciale nell’approvazione di questo provvedimento, che rappresenta una svolta storica per l’Uruguay.
Le caratteristiche della legge sulla morte dignitosa
La legge, denominata “morte dignitosa”, posiziona l’Uruguay tra i pochi paesi al mondo dove l’eutanasia è legale, accanto a nazioni come Canada, Paesi Bassi, Spagna, Nuova Zelanda, Cuba, Colombia, che ha legalizzato l’eutanasia nel 1997, ed Ecuador, che ha fatto lo stesso nel 2024. Questo provvedimento consente ai cittadini uruguaiani di avere accesso a un’opzione di fine vita dignitosa, in un contesto di crescente attenzione verso i diritti umani e le libertà personali.
Le condizioni per poter accedere all’eutanasia sono rigorose: è necessario essere maggiorenni, avere la cittadinanza uruguaiana o un permesso di soggiorno permanente, essere considerati mentalmente capaci e trovarsi in fase terminale di una malattia incurabile o in condizioni che causano dolore insopportabile o grave deterioramento della qualità della vita. Prima che un paziente possa formalizzare la richiesta di eutanasia, è fondamentale che tutte queste condizioni siano soddisfatte, garantendo così una procedura sicura e ponderata.
Reazioni e opinioni pubbliche
La reazione all’approvazione della legge è stata variegata. Durante la sessione del Senato, alcuni oppositori del disegno di legge hanno protestato, interrompendo gli applausi con grida di “Assassini!”. Questo episodio evidenzia le forti divisioni che il tema dell’eutanasia continua a suscitare nella società uruguaiana.
Un sondaggio condotto dall’istituto CIFRA e pubblicato a maggio ha rivelato che oltre il 60% degli uruguaiani è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, mentre solo il 24% si è dichiarato contrario. Questi dati indicano un cambiamento significativo nell’opinione pubblica, riflettendo una crescente accettazione della legalizzazione dell’eutanasia come opzione per il fine vita.
L’associazione medica, pur non avendo adottato una posizione ufficiale, ha partecipato attivamente al processo legislativo, contribuendo a garantire le massime protezioni per pazienti e medici coinvolti. D’altro canto, la Chiesa cattolica ha espresso “tristezza” per l’approvazione della legge, mentre alcune organizzazioni hanno definito il provvedimento “imperfetto e pericoloso”, mettendo in evidenza le preoccupazioni etiche e morali legate a questa tematica.
Con l’approvazione della legge sul fine vita, l’Uruguay si inserisce in un dibattito globale sempre più rilevante, segnando un momento cruciale nella storia legislativa del paese e nella lotta per i diritti individuali.
