Almeno 18 persone hanno perso la vita e oltre 360 sono rimaste ferite in Afghanistan a causa degli scontri tra le forze armate pakistane e afghane, che hanno avuto inizio il 10 ottobre 2025. A fornire queste informazioni è stata la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), che ha pubblicato un comunicato oggi.
Richiesta di cessazione delle ostilità
L’UNAMA ha esortato tutte le parti coinvolte a cessare in modo definitivo le ostilità per garantire la protezione dei civili. Questo episodio rappresenta la crisi più sanguinosa tra i due Paesi dal 2021, anno in cui i talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan, segnando la fine di un governo sostenuto dalle potenze occidentali.
Aumento della violenza lungo il confine
La violenza lungo il confine è aumentata dal 10 ottobre, con entrambe le nazioni che si accusano reciprocamente di aver avviato provocazioni armate. Mercoledì, le autorità pakistane e afghane hanno concordato un cessate il fuoco, in risposta alle pressioni delle principali potenze regionali, preoccupate per il rischio di destabilizzazione dell’area, già vulnerabile a gruppi estremisti come lo Stato Islamico e al-Qaeda.
Valutazione del bilancio delle vittime
L’UNAMA ha accolto con favore la decisione di fermare i combattimenti e ha annunciato di essere ancora in fase di valutazione del bilancio delle vittime, segnalando che il numero più elevato di feriti è stato registrato proprio il giorno precedente.
Accuse reciproche tra i Paesi
Il Pakistan ha frequentemente accusato l’Afghanistan di ospitare militanti, un’accusa che i talebani hanno sempre respinto. Dalla presa di potere dei talebani, il Pakistan ha subito un incremento degli attacchi terroristici. I due Paesi condividono un confine di 2.611 chilometri, noto come “linea Durand”, che l’Afghanistan non ha mai riconosciuto ufficialmente.
