AgenPress. Diverse associazioni, tra cui l’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), l’UMEM (Unione Medica Euromediterranea), l’AISC_NEWS (Agenzia Mondiale Britannica Internazionale Informazione Senza Confini) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire, hanno espresso la loro solidarietà e indignazione in seguito al grave atto intimidatorio subito dal giornalista Sigfrido Ranucci e da sua figlia. Nelle ultime ore, le automobili della famiglia Ranucci sono esplose a causa di ordigni rudimentali collocati davanti alla loro residenza.
Il Presidente delle associazioni, il Prof. Foad Aodi, noto medico fisiatra, giornalista internazionale e specialista in salute globale, ha rilasciato una dichiarazione in merito. Aodi, che ricopre anche il ruolo di Direttore dell’AISC_NEWS ed è membro del Registro Esperti FNOMCeO, ha una lunga carriera alle spalle, avendo servito come consigliere dell’OMCeO di Roma e come docente all’Università di Tor Vergata. È anche associato alla FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana e all’Associazione Stampa Romana, scritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
Attacco alla libertà di stampa
«L’incidente che ha coinvolto Sigfrido Ranucci e sua figlia rappresenta un atto di gravità estrema, un attentato vile e pericoloso che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti – ha dichiarato il Prof. Aodi –. Non si tratta solo di un’aggressione a un giornalista d’inchiesta, ma di un attacco diretto alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini di essere informati. Come giornalista internazionale e medico impegnato per la salute globale, esprimo, a nome delle nostre associazioni, totale solidarietà e vicinanza a Ranucci e alla sua famiglia, condannando con fermezza chiunque tenti di minare la libertà e la democrazia».
Riflettendo sui rischi per i giornalisti
Il Prof. Aodi ha evidenziato che l’attentato a Ranucci «mette in luce il rischio elevato che corre la professione giornalistica e l’urgenza di rafforzare la protezione dei giornalisti, in particolare di quelli sotto scorta. L’Italia non può permettersi di abbassare la guardia: proteggere chi racconta la verità è fondamentale per la salute democratica del Paese. Incidenti di questo tipo non solo colpiscono le persone direttamente coinvolte, ma erodono anche la fiducia collettiva e alimentano un clima di paura e delegittimazione che risulta pericoloso per tutti». Le associazioni coinvolte hanno ribadito l’importanza della libertà di informazione come parte integrante dei diritti umani universali, accanto al diritto alla salute e alla dignità delle persone. La difesa di questi valori rappresenta il fulcro delle loro iniziative internazionali, costruite nel corso di oltre 25 anni di attività.
Impegno delle associazioni per la libertà di stampa
Le associazioni e i movimenti hanno dichiarato la loro disponibilità a utilizzare la rete internazionale di cooperazione culturale e sociale per lanciare campagne di sensibilizzazione sulla libertà di stampa, sulla sicurezza dei giornalisti e sulla lotta contro ogni forma di intimidazione.
Collaborazione con i giornalisti
«Riconosco e apprezzo profondamente il lavoro di Sigfrido Ranucci, non solo come giornalista d’inchiesta, ma anche come attento osservatore delle problematiche della nostra sanità – ha aggiunto il Prof. Aodi –. Le nostre statistiche e i nostri dati sono sempre disponibili per tutti i giornalisti che desiderano approfondire il quadro reale della salute pubblica. Recentemente ho avuto l’opportunità di incontrarlo di persona, esprimendo la mia stima per il suo impegno professionale. È fondamentale che chi affronta i problemi del Paese abbia a disposizione strumenti, numeri e competenze a supporto del proprio lavoro».
«L’attacco a Ranucci – ha concluso Aodi – non può rimanere un fatto isolato nel silenzio o nella paura. Deve fungere da richiamo per tutte le istituzioni, la società civile e la comunità internazionale: è necessario un fronte unito contro chi desidera minare la libertà di stampa. Solo così potremo garantire un futuro democratico, trasparente e sicuro per le generazioni a venire».
