Borse europee in forte ribasso, in difficoltà banche e compagnie assicurative

Veronica Robinson

Ottobre 17, 2025

Il settore bancario sta vivendo una fase di grande attenzione sia in Italia che negli Stati Uniti. In Italia, la reazione degli istituti di credito è stata immediata dopo l’accordo raggiunto all’interno della maggioranza riguardo al contributo delle banche e delle assicurazioni nella legge di bilancio. Nella giornata di oggi, 15 gennaio 2025, si sono registrati cali compresi tra il 2% e il 3% per tutti gli istituti finanziari. Le perdite più consistenti riguardano Unicredit, Banca Mediolanum, Banco BPM, BPER Banca, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Sondrio e Banca MPS. Anche il settore assicurativo ha subito un ribasso del 2,50% con Generali in evidenza.

Andamento del mercato azionario

Le discese non si limitano al settore bancario; anche il titolo di Leonardo ha subito una flessione significativa, con un calo del 3,80%, posizionandosi come leader nei ribassi. L’indice FTSE MIB della Borsa di Milano, dopo aver chiuso ieri con un incremento dell’1,12%, oggi ha aperto con una contrazione del 2,11%. Anche le borse europee seguono la stessa tendenza: Francoforte segna un -2,23%, Londra un -1,50%, mentre Parigi riesce a limitare i danni con un -1,00%, dopo il via libera al governo guidato da Lecornu.

Situazione negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, l’attenzione è rivolta agli istituti di credito regionali, alcuni dei quali hanno mostrato un aumento dei crediti in sofferenza. Il giorno precedente, l’ETF sul comparto bancario emesso da Standard & Poor’s ha registrato un calo del 6%. Le contrazioni più significative sono state per Zions Bancorporation, con un -13%, e Western Alliance, che ha visto un ribasso del 10%. Tra gli indici di Wall Street, il Russell 2000, che rappresenta le piccole e medie imprese, ha subito la contrazione più marcata, chiudendo a -2,09%. L’S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato cali più contenuti, rispettivamente del -0,63% e del -0,47%.

Impatto delle tensioni commerciali

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno avuto ripercussioni anche sulle borse asiatiche, con l’indice di Shanghai che ha chiuso a -1,95% e l’Hang Seng di Hong Kong a -2,77%. Tokyo ha registrato un calo dell’1,48%, mentre Seul è rimasta invariata.

Mercato del petrolio e dell’oro

In aggiunta, le tensioni commerciali e la situazione delle banche hanno influenzato il mercato del petrolio, che ha subito un calo, anche a causa di un incremento delle scorte negli Stati Uniti. Il Brent viene scambiato a 60,57 dollari al barile, con una diminuzione dello 0,80% rispetto al giorno precedente e un ribasso del 10% nell’ultimo mese. Al contrario, il prezzo dell’oro continua a salire, superando i 4.330 dollari all’oncia, con un incremento dello 0,14% rispetto al giorno precedente.

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