Il settore bancario sta vivendo una fase di grande attenzione sia in Italia che negli Stati Uniti. In Italia, la reazione degli istituti di credito è stata immediata dopo l’accordo raggiunto all’interno della maggioranza riguardo al contributo delle banche e delle assicurazioni nella legge di bilancio. Nella giornata di oggi, 15 gennaio 2025, si sono registrati cali compresi tra il 2% e il 3% per tutti gli istituti finanziari. Le perdite più consistenti riguardano Unicredit, Banca Mediolanum, Banco BPM, BPER Banca, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Sondrio e Banca MPS. Anche il settore assicurativo ha subito un ribasso del 2,50% con Generali in evidenza.
Andamento del mercato azionario
Le discese non si limitano al settore bancario; anche il titolo di Leonardo ha subito una flessione significativa, con un calo del 3,80%, posizionandosi come leader nei ribassi. L’indice FTSE MIB della Borsa di Milano, dopo aver chiuso ieri con un incremento dell’1,12%, oggi ha aperto con una contrazione del 2,11%. Anche le borse europee seguono la stessa tendenza: Francoforte segna un -2,23%, Londra un -1,50%, mentre Parigi riesce a limitare i danni con un -1,00%, dopo il via libera al governo guidato da Lecornu.
Situazione negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, l’attenzione è rivolta agli istituti di credito regionali, alcuni dei quali hanno mostrato un aumento dei crediti in sofferenza. Il giorno precedente, l’ETF sul comparto bancario emesso da Standard & Poor’s ha registrato un calo del 6%. Le contrazioni più significative sono state per Zions Bancorporation, con un -13%, e Western Alliance, che ha visto un ribasso del 10%. Tra gli indici di Wall Street, il Russell 2000, che rappresenta le piccole e medie imprese, ha subito la contrazione più marcata, chiudendo a -2,09%. L’S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato cali più contenuti, rispettivamente del -0,63% e del -0,47%.
Impatto delle tensioni commerciali
Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno avuto ripercussioni anche sulle borse asiatiche, con l’indice di Shanghai che ha chiuso a -1,95% e l’Hang Seng di Hong Kong a -2,77%. Tokyo ha registrato un calo dell’1,48%, mentre Seul è rimasta invariata.
Mercato del petrolio e dell’oro
In aggiunta, le tensioni commerciali e la situazione delle banche hanno influenzato il mercato del petrolio, che ha subito un calo, anche a causa di un incremento delle scorte negli Stati Uniti. Il Brent viene scambiato a 60,57 dollari al barile, con una diminuzione dello 0,80% rispetto al giorno precedente e un ribasso del 10% nell’ultimo mese. Al contrario, il prezzo dell’oro continua a salire, superando i 4.330 dollari all’oncia, con un incremento dello 0,14% rispetto al giorno precedente.
