Nascere in città come Bucarest o Helsinki può influenzare in modo significativo il percorso di vita di una donna affetta da tumore della cervice. In Romania, il tasso di mortalità per questa patologia è 8,5 volte superiore rispetto a quello della Finlandia. Analogamente, in Ungheria, gli uomini presentano un rischio di morte per neoplasia polmonare che è 3,5 volte più elevato rispetto ai loro omologhi svedesi. La sopravvivenza a cinque anni varia drasticamente, passando dal 59,7% dell’Europa Settentrionale al 45,0% dell’Europa Orientale. Questi dati allarmanti sono parte di uno studio che sarà presentato il 24 ottobre 2025 durante il congresso Esmo, organizzato dalla Società europea di oncologia medica, da Alleanza contro il cancro e dalla Rete oncologica nazionale del Ministero della Salute. La ricerca evidenzia le contraddizioni di un’Europa caratterizzata da disuguaglianze significative.
Disuguaglianze nella lotta contro il cancro
Diego Serraino, consulente esterno dell’Alleanza contro il cancro per il progetto finanziato dalla Commissione europea EunetCcc e primo autore dello studio, sottolinea che “il cancro è stato ed è ancora una malattia delle disuguaglianze“. I dati mostrano chiaramente che non tutti i cittadini europei hanno accesso alle stesse opportunità in termini di prevenzione, diagnosi tempestive e trattamenti efficaci. L’analisi ha coinvolto 27 paesi membri dell’Unione Europea, con l’aggiunta di Islanda e Norvegia, utilizzando i registri europei Ecir ed Ecis. Nel 2022, si sono registrati circa 1,3 milioni di decessi per tumore, rappresentando circa un quarto di tutte le morti. Il divario medio tra i paesi più colpiti e quelli meno colpiti è pari a 1,6 volte, ma per alcune tipologie di tumore, le differenze sono ancora più marcate.
Tassi di mortalità e sopravvivenza in Europa
Serraino evidenzia che la Polonia presenta il tasso di mortalità standardizzato più alto, con 331 decessi ogni 100.000 abitanti, risultando con un eccesso stimato di 24.000 morti rispetto alla media dell’Unione Europea. Al contrario, Malta registra il tasso più basso, con 209 decessi per 100.000 abitanti e 271 morti in meno rispetto alle aspettative. La disparità nella sopravvivenza è altrettanto evidente, con una media dell’Unione Europea fissata al 54,2%, e un gradiente di 1,3 tra le aree con i migliori e i peggiori risultati. Questi dati mettono in luce l’urgenza di affrontare le disuguaglianze sanitarie in Europa e di garantire che tutti i cittadini abbiano accesso a cure di qualità, indipendentemente dal luogo in cui vivono.
