Aumenta la sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro in Italia, con una significativa riduzione del 14,5% delle morti tra gli uomini dal 2020. Questo dato rappresenta il miglior risultato in Europa, ma l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) sottolinea la necessità di maggiori finanziamenti e personale per soddisfare le crescenti esigenze di assistenza. La richiesta è stata espressa durante una conferenza stampa ufficiale al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), che ha avuto inizio oggi, 25 settembre 2025, a Berlino.
Un servizio sanitario di alta qualità
L’AIOM ha evidenziato che i dati attuali dimostrano l’elevata qualità del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Tuttavia, per continuare a garantire cure adeguate a tutti i pazienti oncologici, è indispensabile un incremento delle risorse destinate all’oncologia. Tra il 2020 e il 2025, in Italia si prevede una diminuzione dei tassi di mortalità per cancro del 14,5% negli uomini e del 5% nelle donne. Questi valori superano ampiamente la media europea, che segna una riduzione del 3,5% per gli uomini e dell’1,2% per le donne nello stesso periodo. I risultati italiani si pongono in contrasto con quelli di altri Paesi dell’Unione Europea, come la Francia, la Germania e la Spagna, dove si registrano cali meno significativi.
Il calo dei decessi tra gli uomini in Italia è il più significativo in tutto il continente, principalmente grazie alla diminuzione delle morti per tumore del polmone e dello stomaco, che hanno registrato rispettivamente una riduzione del 24,4% e del 24,3%. Nonostante questi dati incoraggianti, l’AIOM avverte che persistono criticità legate alla disponibilità di risorse e personale per far fronte alle necessità di assistenza dei pazienti oncologici, i quali vivono una cronicizzazione della malattia.
Necessità di risorse e personale
Francesco Perrone, presidente dell’AIOM, ha espresso preoccupazione riguardo al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che negli ultimi anni è risultato insufficiente rispetto all’aumento delle necessità. Nel 2024, in Italia, sono stati stimati 390.100 nuovi casi di tumore. Per mantenere elevati standard di cura, è fondamentale completare l’implementazione delle reti oncologiche regionali, che devono integrare tutte le strutture presenti sul territorio. Massimo Di Maio, presidente eletto dell’AIOM, ha sottolineato che attualmente solo circa la metà delle Regioni dispone di una rete oncologica funzionante. La mancanza di uniformità nelle organizzazioni tra le varie aree del Paese genera disparità nell’accesso alle cure.
In alcune Regioni, dove non si è riusciti a sviluppare reti oncologiche regionali, si tende a creare mini-reti focalizzate su specifiche forme di cancro, il che potrebbe generare ulteriori disuguaglianze per i pazienti affetti da altre tipologie di tumore. Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell’ESMO, ha richiamato l’attenzione sulla carenza di personale specializzato, evidenziando l’urgenza di aumentare il numero di professionisti nel settore oncologico, dai radioterapisti agli anatomopatologi e ai chirurghi.
Prevenzione e stili di vita
Saverio Cinieri, presidente della Fondazione AIOM, ha messo in evidenza che la popolazione europea, pur rappresentando meno del 10% del totale mondiale, contribuisce a circa un quarto delle diagnosi oncologiche globali. Secondo Cinieri, il 40% dei casi di tumore potrebbe essere prevenuto adottando stili di vita salutari. In Italia, il tasso di fumatori si attesta attualmente al 24% degli adulti, in calo rispetto al 30% del 2008.
Se gli obiettivi di riduzione del numero di fumatori venissero raggiunti, si potrebbero evitare quasi due milioni di nuovi casi di cancro in Europa entro il 2050. Uno degli ambiti prioritari del Piano europeo per sconfiggere il cancro, noto come “Europe’s Beating Cancer Plan“, è proprio la prevenzione. Cinieri ha concluso affermando che l’obiettivo è ridurre al di sotto del 5% la percentuale di europei fumatori entro il 2040, al fine di creare una generazione “libera dal tabacco“.
