Anticorpi e farmaci: una nuova strategia per combattere i tumori al cuore

Veronica Robinson

Ottobre 18, 2025

L’innovazione nella lotta contro il cancro sta vivendo un momento cruciale nel 2025, con l’introduzione di anticorpi farmaco-coniugati (Adc) che promettono di rivoluzionare i trattamenti. Questi farmaci, già utilizzati con successo in alcune forme di cancro metastatico, possono ora rappresentare una nuova frontiera di cura anche per i tumori in fase precoce, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza e, in alcuni casi, portando alla guarigione. Oggi, 9 ottobre 2025, Berlino ospita il congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), dove gli Adc sono i protagonisti indiscussi.

Le potenzialità degli anticorpi farmaco-coniugati

Durante il congresso, il presidente eletto dell’Esmo, Giuseppe Curigliano, ha descritto gli Adc come una “via molto promettente” per il trattamento del cancro. Questi farmaci “intelligenti” agiscono legandosi a specifici bersagli molecolari presenti sulle cellule tumorali, rilasciando direttamente al loro interno i farmaci chemioterapici, riducendo gli effetti collaterali e aumentando l’efficacia del trattamento. Curigliano ha evidenziato come questa classe di terapie abbia già mostrato risultati incoraggianti nei tumori avanzati e stia ora per essere testata in contesti precoci, prima dell’intervento chirurgico.

Tra gli studi presentati all’Esmo, particolare attenzione è rivolta ai tumori del seno e della vescica, dove l’uso di anticorpi coniugati come terapia pre-operatoria potrebbe migliorare significativamente le percentuali di risposte patologiche complete. Questi dati scientifici indicano che gli Adc superano la chemioterapia standard, impattando positivamente sulla sopravvivenza dei pazienti. La ricerca si concentra sul potenziale di questi farmaci per aumentare la percentuale di pazienti che possono raggiungere la guarigione.

Nuove speranze per i pazienti oncologici

Curigliano ha anche sottolineato che sono in arrivo nuovi anticorpi coniugati per il tumore al seno HER2 positivo e per i tumori mammari triplo negativi, notoriamente difficili da trattare. Durante il congresso, verranno presentati dati aggiornati sull’uso dell’Adc trastuzumab deruxtecan nel carcinoma mammario in fase iniziale, oltre a promettenti studi di fase 3 su Adc per il tumore della vescica e del polmone.

Per quanto riguarda la disponibilità di questi farmaci innovativi, Curigliano ha affermato che i dossier sono già stati depositati presso la FDA, e ci si attende un’approvazione entro un mese dalla conclusione del congresso. In Italia, alcuni di questi farmaci sono già accessibili per i tumori metastatici, ma è fondamentale espandere le indicazioni per garantire la rimborsabilità anche nelle forme non metastatiche.

Il futuro della ricerca oncologica

La direzione della ricerca oncologica è chiara: massimizzare la percentuale di pazienti che possono raggiungere la guarigione. Curigliano ha evidenziato l’importanza di anticipare l’uso dei migliori farmaci nel trattamento precoce della malattia tumorale, puntando anche sulla prevenzione. L’obiettivo è chiaro: aumentare il numero di pazienti che possono beneficiare di terapie efficaci, migliorando le prospettive di vita e salute per coloro che affrontano la battaglia contro il cancro.

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