Inquinamento delle falde acquifere lungo la Pedemontana Veneta: dodici persone sotto inchiesta tra tecnici e dirigenti

Rosita Ponti

Ottobre 18, 2025

Dodici persone sono attualmente sotto indagine per inquinamento ambientale e omessa bonifica in relazione ai lavori della Pedemontana Veneta. L’avviso di garanzia è stato notificato a membri degli organi di amministrazione del Consorzio Sis e della Società Pedemontana Veneta, nonché a responsabili tecnici e direttori di cantiere. Le indagini si concentrano in particolare sui lavori relativi alla Galleria naturale di Malo e alla Galleria di Sant’Urbano, situate nel territorio vicentino, dove si sospetta un grave inquinamento delle falde acquifere.

Contaminazione da pfas

L’argomento di una potenziale contaminazione da Pfas derivante dalle terre di scavo della Pedemontana era già stato evidenziato in un documento della Regione Veneto, che segnalava specificamente i terreni estratti per la costruzione delle due gallerie. Si stima che siano stati movimentati circa tre milioni di metri cubi di terre, con livelli di inquinamento preoccupanti, caratterizzati da elevate concentrazioni di Pfba, un composto derivato dai Pfas utilizzato per accelerare la presa del cemento.

Rischi per l’acqua e siti di accumulo

Il documento evidenzia come il Pfba possa contaminare l’acqua piovana che defluisce dalle terre di scavo. Inoltre, le terre sono state accumulate in venti siti dislocati nella provincia di Vicenza. Uno di questi, la cava Vianelle, si trova a Marano Vicentino, un’area che, come gran parte della fascia alta della provincia, è considerata una zona di ricarica per gli acquedotti. A Caldogno, il gestore idrico Acegas ha dovuto chiudere otto pozzi su un totale di trentuno. Anche il Ministero dell’Ambiente ha lanciato un allerta, mentre l’Ispra ha parlato di una possibile minaccia imminente di danno ambientale. Le preoccupazioni sono state amplificate dagli esposti del Coordinamento Veneto Pfas, che hanno portato all’avvio di monitoraggi specifici.

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