Manovra 2026: il taglio dell’Irpef per il ceto medio e le nuove buste paga

Veronica Robinson

Ottobre 18, 2025

Nel 2026, il governo italiano destinerà 2 miliardi di euro, come previsto dalla legge di bilancio, per il taglio dell’Irpef, un intervento che mira a sostenere l’adeguamento salariale in relazione al costo della vita. Questa misura si applica specificamente alla seconda aliquota dell’‘imposta sul reddito delle persone fisiche, che interessa i redditi compresi tra i 28 e i 50 mila euro. L’aliquota scenderà dal 35% al 33%, ma è importante notare che questa riduzione non si applicherà ai redditi superiori ai 200 mila euro. L’operazione comporterà un costo di circa 2,8 miliardi di euro per il prossimo anno, con un risparmio massimo per i contribuenti che potrà arrivare a 440 euro all’anno.

Modifica dell’aliquota

La modifica dell’aliquota è limitata ai redditi lordi annuali fino a 50 mila euro. Per chi supera questa soglia, l’Irpef continuerà ad essere calcolata secondo l’aliquota massima del 43%. Va evidenziato che la riduzione dell’aliquota per lo scaglione intermedio avrà effetti positivi anche su chi guadagna oltre i 50 mila euro. Ad esempio, chi dichiara un reddito di 29 mila euro beneficerà di un risparmio di circa 20 euro all’anno, mentre i contribuenti con redditi pari o superiori a 50 mila euro potranno risparmiare fino a 440 euro all’anno, corrispondenti a circa 37 euro al mese. La “sterilizzazione” annunciata dal ministro Giancarlo Giorgetti esclude, come già accennato, le fasce più abbienti, ovvero coloro che percepiscono salari a partire da 200 mila euro.

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