Manovra: incremento di 20 euro per le pensioni minime, età pensionabile in aumento dal 2027

Rosita Ponti

Ottobre 18, 2025

Nel biennio 2027-2028, si prevede un incremento progressivo dei requisiti per accedere al pensionamento, ad eccezione dei lavori considerati gravosi e usuranti. Il governo italiano ha pianificato un aumento di circa 20 euro mensili per le pensioni minime. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato le polemiche emerse lo scorso anno riguardo ai 6 euro di incremento, sottolineando che questi si riferivano all’indice di inflazione. L’impegno finanziario per il 2026 è stimato in circa 460 milioni di euro, con un incremento a circa 1,8 miliardi nel 2027 e circa 1,15 miliardi nel 2028.

Modifiche all’età pensionabile

A partire dal 1° gennaio 2027, l’età pensionabile subirà un incremento di tre mesi. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che nei prossimi mesi si discuterà quale sia la soluzione più adeguata, considerando il contesto demografico attuale. L’obiettivo è quello di bilanciare il legittimo desiderio dei lavoratori di andare in pensione dopo anni di lavoro con la sostenibilità del sistema previdenziale. Meloni ha garantito che il governo manterrà un’attenzione particolare nei confronti dei lavoratori precoci e di coloro che svolgono attività usuranti.

Pertanto, dal 2027, l’età pensionabile sarà fissata a 67 anni e 3 mesi, con le eccezioni menzionate in precedenza. Gli uomini con 42 anni e 10 mesi di contributi e le donne con 41 anni e 10 mesi di contribuzione saranno soggetti a questa nuova norma. Non ci saranno ripensamenti sull’esclusione dei 64enni, come era stato ipotizzato inizialmente. La “sterilizzazione” riguarderà i lavoratori precoci e coloro che svolgono attività usuranti, i quali avranno un mese in più di attesa dal 2027 e ulteriori due mesi dal 2028. Giorgetti ha affermato che nel 2027 il Parlamento potrebbe apportare modifiche, ma al momento restano confermati i due mesi aggiuntivi.

Misure di pensionamento anticipato

Si prevede la proroga di alcune misure come ‘Opzione donna’, ‘Quota 103’ e ‘Ape sociale’. Il ministero del Lavoro, sotto la guida di Marina Calderone, ha proposto la riconferma di tali misure. La Quota 103, introdotta nel 2023, consente di lasciare il lavoro con almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi versati. La Opzione donna offre la possibilità di un’uscita anticipata per le donne che hanno accumulato almeno 35 anni di versamenti e accettano il ricalcolo dell’assegno pensionistico secondo il metodo contributivo. Infine, l’Ape sociale è riservata a categorie vulnerabili e garantisce la possibilità di pensionamento anticipato a chi ha necessità di lasciare il lavoro prima di compiere 67 anni.

Queste misure, se confermate, potrebbero fornire un importante supporto ai lavoratori in un contesto previdenziale in continua evoluzione.

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