Missili Tomahawk: origini dalla Guerra Fredda e motivi del loro fascino attuale

Veronica Robinson

Ottobre 18, 2025

Il dibattito sull’eventuale fornitura di missili Tomahawk all’Ucraina è tornato a farsi sentire con insistenza, nonostante la negazione da parte dell’ex presidente Donald Trump. Questi missili, noti per la loro capacità di essere equipaggiati con testate nucleari, sono al centro di discussioni cruciali riguardanti l’armamento e la strategia militare in atto.

Che cosa sono i missili Tomahawk

Il BGM-109 Tomahawk rappresenta un missile da crociera subsonico progettato per operazioni a lungo raggio. Questo sistema d’arma è stato sviluppato in diverse varianti e ha trovato impiego in attacchi su larga scala, come dimostrato nel conflitto iracheno degli anni ’90 e, più recentemente, nel bombardamento di un sito nucleare in Iran avvenuto lo scorso giugno. La richiesta di missili Tomahawk è stata avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Trump, evidenziando l’importanza strategica di questi ordigni nella guerra in corso in Ucraina. La loro potenza e gittata potrebbero rappresentare un cambiamento significativo nel conflitto, portando con sé anche notevoli rischi geopolitici. I missili Tomahawk furono schierati in Europa occidentale come deterrente nucleare dopo un accordo della NATO nel 1979, ma vennero successivamente armati con testate convenzionali.

Storia e sviluppo dei missili Tomahawk

Il programma per lo sviluppo dei missili Tomahawk è iniziato nel 1972, quando la US Navy ha deciso di implementare missili cruise subsonici capaci di volare a bassa quota per sfuggire ai radar. Questo progetto è emerso come risposta alle restrizioni imposte dal trattato SALT I, che limitava i missili balistici sui sottomarini ma non i missili cruise. Nel 1974, diverse aziende presentarono proposte, e la General Dynamics fu selezionata nel 1974 per sviluppare il progetto. Il primo successo di lancio di un BGM-109A avvenne nel 1980, e nel 1983 il missile fu dichiarato operativo. Da allora, il Tomahawk ha dimostrato la sua efficacia in numerose operazioni militari, diventando un elemento chiave della strategia di attacco a lungo raggio degli Stati Uniti.

Utilizzo dei missili Tomahawk in Europa

In Europa, i missili Tomahawk furono inizialmente dispiegati come armi nucleari, con un totale di 464 esemplari schierati in seguito a un accordo NATO nel 1979. Grazie alla precisione del sistema di navigazione TERCOM, questi missili furono successivamente armati anche con testate convenzionali. Tuttavia, la versione terrestre dell’US Army fu ritirata dal servizio a causa del trattato INF sugli Euromissili. Una delle basi destinate a ospitare i lanciatori mobili dei Tomahawk era situata a Comiso, in Sicilia, suscitando polemiche e dibattiti in Italia. Con il ritiro degli Euromissili, la versione navale del Tomahawk, armata con testate convenzionali, è diventata ampiamente utilizzata dagli Stati Uniti a partire dagli anni ’90.

Caratteristiche tecniche del missile Tomahawk

Il missile BGM-109 Tomahawk ha una lunghezza di 5,56 metri, un’apertura alare di 2,67 metri e un diametro di 52 centimetri, con un peso di circa 1.300 chilogrammi, che aumenta a circa 1.600 chilogrammi con l’aggiunta del booster. Questo missile è dotato di ali retrattili e piccole alette direzionali sulla coda. La versione aviolanciata non richiede un booster, mentre le versioni imbarcate e quelle terrestri necessitano di questo componente. Il booster, un razzo a combustibile solido, è stato aggiornato nel corso degli anni, con il modello più recente rappresentato dall’RGM-109E Block IV. La lunghezza totale del missile con il booster è di 6,25 metri.

La versatilità dei missili Tomahawk si riflette anche nelle varie versioni disponibili, tra cui il TLAM-C, progettato per attacchi terrestri con testate convenzionali, il TLAM-N, dotato di testata nucleare, e il TLAM-D, armato con submunizioni. Queste caratteristiche rendono il Tomahawk un sistema d’arma estremamente efficace e versatile, pronto a rispondere a diverse esigenze operative.

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