La situazione legale di Marco Turetta sta per subire un ulteriore sviluppo. Nella comunicazione inviata recentemente, Turetta ha espresso la sua accettazione della condanna all’ergastolo, ma la questione non è ancora chiusa. Infatti, il 15 novembre 2025, il Tribunale di Venezia si riunirà per discutere nuovamente il caso. La Procura ha intenzione di portare avanti il procedimento per ottenere il riconoscimento delle aggravanti di crudeltà e stalking, che erano state escluse nella sentenza di primo grado.
Il processo iniziale
Durante il processo iniziale, la Corte d’Assise aveva ritenuto che Giulia, la vittima, fosse in grado di gestire le numerose comunicazioni inviate da Turetta, tra cui messaggi, vocali e richieste di incontri. Tuttavia, la Corte ha anche considerato le 75 coltellate infitte da Turetta come un atto che non dimostrava la volontà di uccidere, ma piuttosto un’incapacità materiale di portare a termine l’azione. La Procura, al contrario, sostiene che i venti minuti di agonia vissuti da Giulia, durante i quali era legata e imbavagliata, rappresentano un chiaro motivo per richiedere il riconoscimento dell’aggravante di crudeltà .
Il dibattito in aula
Il dibattito in aula si preannuncia acceso, con le due parti che presenteranno argomentazioni contrastanti. L’accusa intende dimostrare come le circostanze del delitto non possano essere considerate semplici errori o incapacità , ma un chiaro segno di una volontà maligna da parte di Turetta. La decisione finale del Tribunale di Venezia avrà un impatto significativo, non solo sulla condanna di Turetta, ma anche sul messaggio che verrà inviato riguardo alla violenza di genere e alle sue conseguenze.
